KENYA : capitale NAIROBI

IL KENYA


CONFINI:
-nord con Etiopia e Sudan
-est con Somalia
-sud con la Tanziana
-ovest con l'Uganda

external image kenya-map2.gif
external image kenya-map3.jpg


CLIMA
Il clima varia da una zona all'altra, molto caldo e umido sulla costa, piacevole nella Rift Valley e mite e asciutto nelle brughiere aride e nelle regioni semi desertiche dove la temperatura varia da 40ºC di giorno a 20ºC di notte. Sono due le stagioni delle piogge: le grandi piogge (da marzo a maggio) e piccole piogge (da ottobre a dicembre).

FLORA E FAUNA
Kenya presenta un panorama decisamente stupendo, quanto a vegetazione e habitat faunistico. Vi sono svariati paesaggi vegetali a cui corrisponde una fauna diversa ma sempre varia e abbondante. Partendo dalla costa sull’Oceano Indiano, si incontrano ampie spiagge di sabbia bianca. Procedendo verso l’interno si trovano foreste secondarie e foreste equatoriali, praterie rigogliose alberate, con ricche piantagioni. Ricordiamo che il centro del Kenya è una delle zone agricole più produttive dell’Africa Quando l’altipiano si fa più alto, si incontrano le savane alberate, le steppe erbose e la boscaglia, che mutano all’arrivo delle piogge: i ficus e i bambu in presenza di pioggia crescono anche un metro al giorno. Sulle alte montagne ci sono i prati di altura, in cui spiccano il blu delle genziane e il giallo dei ranuncoli. Nel Nord-est del Kenya c’è una zona semi desertica, dove crescono solo alcune acacie, cespugli spinosi e palme dum, alla presenza di venti asciutti e violenti.
Il paese è unico per la presenza numerosa di animali di qualsiasi dimensione, dai grossi predatori ai piccoli erbivori. Ci sono antilopi, zebre, gnu, gazzelle, giraffe, struzzi, scimmie, leoni, leopardi, ghepardi, iene, sciacalli, elefanti, rinoceronti, bufali, ippopotami, coccodrilli, aironi, fenicotteri e altro ancora, oltre alla presenza di numerosa fauna ittiologica.
external image acacia-landscape4.jpg
external image gnu.jpeg
external image Giraffe_Herd_In_Kenya_600.jpg

TERRITORIO:

-La zona desertica

Una vasta distesa di steppe e deserti pressoché disabitata (sono le terre dei pastori nomadi somali, boran e meru), occupa quasi il 70% del territorio. L’estrema aridità esclude ogni forma di sfruttamento agricolo, se non con l’ausilio dell’irrigazione, per ora limitata a piccole aree lungo il fiume Tana.
external image a12.jpg

-La fascia costiera

E’ costituita da fertili suoli alluvionali ed è interessata da una discreta piovosità, soprattutto a S, dove è possibile praticare l’agricoltura. Le temperature sono però più elevate che sull’altopiano. A Mombasa la media di gennaio è di 27 C°, contro i 19 C° e i 17 C° di Nairobi, situata oltre 1600 m. Nell’oceano Indiano sfocia il Tana, il fiume principale del paese navigabile per 600 km.
external image 00spiaggecapocorsocorsica.jpg


ECONOMIA:
L'economia è basata sull'agricoltura dove lavora quasi il 70% della popolazione. Ma Negli ultimi anni si è sviluppato anche il settore industriale e turistico.
L'agricoltura è bclassificata in due tipi: industriale(coloniale) con grandi piantagioni di caffè, thè, cottone, canna da zucchero, patate, tabacco, grano, arachidi e sesamo; e indigena(di sussistenza) basata su culture di mais, manioca, fagioli, sorgo e frutta.Anche l'allevamento del bestiame è basato sulla produzione di carne, latte, prodotti lattiero-caseari, cuoio e lana
-settore industriale:
è basato sulle industrie alimentari, bevande, tabacco, prodotti chimici, derivati del petrolio, metalli, tessili, cuoio, gomma, materiali da costruzione (cemento, argilla, vetro), l'assemblaggio di veicoli a motore e prodotti farmaceutico.
-L'industria mineraria:
è rappresentata dalla estrazione della fluorite a nord di Nairobi, di soda e sale dai depositi naturali del Lago Magadi, oro a Kakamega, piombo e argento a Kinangoni.
-Il settore turistico:
è diventato sempre più importante in Kenya, che rende profitti più grandi delle esportazioni di caffè ed è la principale fonte di valuta estera. Il paese riceve milioni di turisti all'anno avendo una capacità alberghiera di circa 9 milioni.

POPOLAZIONE:
-L’equilibrio della popolazione in Kenya è minacciato sia dai condizionamenti ambientali (l’arativo rappresenta un modesto 4,2% della superficie totale) sia dall’elevato incremento demografico che sta avvicinando il paese alla soglia dei 30 milioni di abitanti (erano 5 milioni nel 1948) Il fabbisogno alimentare cresce a ritmi vertiginosi e il problema della disoccupazione interessa un’ampia fascia di popolazione, che per quasi la metà è composta da soggetti con meno di 15 anni. Il tasso di analfabetismo supera ancora il 30%: La qualità della vita, già scadente per le condizioni strutturali di sottosviluppo, è stata ulteriormente depressa dalle ripetute violazioni dei diritti civili commesse dagli anni ’70.
external image pf019.jpg
-Anche gli equilibri etnici sono stati sconvolti dal regime autoritario, che ha favorito l’etnia kalenjin (11% della popolazione) a danno dei kikuyu (21%) e dei luo (13%). Queste due etnie bantu, con una decina di gruppi meno numerosi, costituiscono la maggior parte della popolazione. Sono presenti inoltre tribù di ceppo nilocamita, come i masai, i turkana, i nandi, in prevalenza nomadi stanziati nelle regioni occidentali.Gli europei sono 25.000 circa, di cui il 10% è rappresentato da italiani stanziati soprattutto lungo la costa, dove sono insediati anche circa 20.000 arabi. A quasi 60.000 unità ammontano gli indo-pakistani che controllano il 70% del commercio al dettaglio nelle città, una parte del settore industriale e il mercato nero di Nairobi relativo alle transazioni monetarie. Dal 1993 si è fatto rilevante il flusso di rifugiati dalla Somalia, dall’Etiopia e dal Sudan (1 milione di persone circa); la loro presenza costituisce un ulteriore problema per l’economia del paese.external image kenya4.jpg
-Lingue ufficiali sono il kiswahili e l’inglese; molto diffusi gli idiomi bantu (il,kikuyu, il kamba, il luo). La maggior parte degli abitanti pratica culti animistici; i cattolici sono circa 5 milioni, i protestanti quasi 3 milioni, i musulmani circa 300.000.
external image image001.jpg@01C43772.jpg



IL CORNO D'AFRICA

external image 300px-Africa-countries-horn.png

STATI : etiopia - eritrea - somalia - giubitti



ETIOPIA
ERITREA
SOMALIA
GIUBUTI
CAPITALE
adios abeba
asmara
mogadiscio
giubuti
DENSITA POPOLAZIONE
83 ab/km
52 ab/km
16ab/km
33ab/km
ORDINAMENTO
repubblica federale
rebublica presidenziale
rebublica federale
republica
LINGUA
amaricano-tigrino-italiano-inglese
arabo-tigrino-italiano
somalo-arabo-italiano
arabo-francese-
















Etiopia – Bandiera
Etiopia – Bandiera


File:Flag of Eritrea.svg
File:Flag of Eritrea.svg


Somalia – Bandiera
Somalia – Bandiera

La Somalia è situata sulla costa orientale dell'Africa a nord dell'Equatore fra il Golfo di Aden a nord; e l'Oceano Indiano a est. Con l'Etiopia, l'Eritrea e il Gibuti è spesso considerata parte del Corno d'Africa. Confina con il Gibuti a nord-ovest, con l'Etiopia a ovest e con il Kenya a sudovest.
La costa nord della Somalia è calda e umida; l'entroterra ha una temperatura media fra le più alte del mondo. A est, sull'oceano, il clima è più mite. In prossimità dell'Acrocoro Etiopico, in Somaliland, il clima è nettamente più mite compreso fra i 10 e i 30 °C.
La densità di popolazione della Somalia è di circa 16 ab/km².
La società è organizzata secondo il sistema delle tribù, spesso contrapposte le une alle altre ma al tempo stesso legate da un sentimento evidente di identità nazionale (o etnica). L'epoca post-coloniale ha tuttavia distrutto alcuni dei presupposti fondamentali della società tradizionale somala (per esempio il ruolo degli anziani come mediatori dei conflitti) ponendo numerosi problemi d'identità al popolo somalo, in bilico tra la modernità ed il feudalesimo islamico.
Anche a causa della guerra civile, la Somalia è terra di emigrazione, sia verso l'Europa che verso il Sudafrica. Alla fine del 2006 si sono registrati fenomeni di intolleranza nei confronti della comunità somala a Città del Capo.
Gibuti – Bandiera
Gibuti – Bandiera






CAMERUN
external image 646px-Location_Cameroon_AU_Africa.svg.png external image Camerunit.png
  • Nome ufficiale:République du Cameroun

  • Capitale:Yaondè

  • Lingue ufficiali:Francese,Inglese


  • Forma di governo:Repubblica presidenziale

  • external image yaounde1.jpgexternal image 14794164-cameroon-bandiera-farfalla-isolato-su-bianco.jpg


La Repubblica del Camerun (Camerùn o Càmerun) è una repubblica unitaria dell'Africa equatoriale.È delimitata a nord-ovest dalla Nigeria, a nord-est dal Ciad, a est dalla Repubblica Centrafricana, a sud-est dalla Repubblica del Congo e a sud dalla Guinea Equatoriale e dal Gabon.La costa del Camerun s'affaccia sul golfo di Guinea, nell'Oceano Atlantico. Il suo territorio si allunga per quasi 1.000 chilometri dalle regioni dell'Africa sudanese fin quasi all'Equatore e vede una notevole varietà di climi e ambienti, che passano dalla savana arida del nord, alla savana arborata nelle zone centrali, alle foreste pluviali equatoriali del centro e del sud. Il territorio è costituito per la maggior parte da un vasto altopiano ondulato, che ricopre pressoché tutta la regione centrale e meridionale; pianure alluvionali si estendono lungo la costa atlantica e nel nord, dove il rilievo digrada verso la depressione del lago Ciad.

POPOLAZIONE

La popolazione del Camerun ammonta a poco meno di 20 milioni di abitanti per una densità di popolazione di circa 41 ab./km²,i maggiori addensamenti di popolazione si hanno nelle regioni settentrionali, zone di intenso sfruttamento agricolo, e nelle aree occidentali, più favorite climaticamente; minori densità di popolazione si hanno invece nelle regioni meridionali e sudorientali, ancora al giorno d'oggi occupate da vaste foreste equatoriali e ancora abitate da sparsi gruppi di pigmei.

RELIGIONI

La maggioranza della popolazione è cristiana (53%), soprattutto nella fascia centro meridionale (cattolici 38%, protestanti 15%); seguono poi l'islam (22%) e l'animismo (15%), soprattutto nel centro-nord dello stato.

IDROGRAFIA

Il territorio del Camerun si spartisce in quattro bacini idrografici:

  • I fiumi che scorrono verso sud-ovest, andando a gettarsi nel Golfo di Guinea, i cui principali sono Ntem, Nyong,Sanaga, e Wouri.

  • Il Dja e il Kadèì che scorrono verso est andando ad incontrare il fiume Congo.

  • Nel nord del Camerun si trova il fiume Benue che scorre verso nord e poi verso ovest, diventando affluente del fiume Niger.

  • Il fiume Logone che scorre verso nord, andando ad incontrare il lago Ciad, lago che il Camerun condivide con altri tre paesi limitrofi (Ciad,Niger e Nigeria).


external image img_8222_copy2.jpg(Sanaga)

external image 800px-Salifou_Lindou_MG_8541.jpg(Wouri)

CITTà PRINCIPALI

Bafoussam,Bemenda,Bertoua,Buea,Douala,Ebolowa,Edèa,Esèka,Garoua,Guidiguis,Kaelè,Kousseri,Kumba,Maroua,Mokolo, Mora,Moutourwa,Ngaundèrè,Touloum,Yagoua e Yokadouma.

FLORA E FAUNA

Il Camerun possiede una straordinaria biodiversità, tanto che sul suo territorio si trova ogni tipo di varietà di flora e di fauna presente nell'Africa tropicale: la vegetazione passa dalla foresta pluviale alla foresta a galleria, alla savana e infine alla steppa. Lungo la fascia costiera si estende la foresta pluviale, che ospita un gran numero di specie arboree.

A questa succedono le mangrovie.


Molte aree protette del Camerun presentano un'eccezionale biodiversità e alti livelli di endemismo vegetale e faunistico. Il monte Camerun e le foreste meridionali danno anche rifugio al drillo, considerato uno dei primati a maggior rischio di estinzione in Africa. Altre specie presenti in questa zona sono ilmangabey dal cappuccio rosso e lo scimpanze'. Tra gli animali di dimensioni piu' grandi vi sono elefanti, bufali e leoni, che possono essere facilmente osservati nel parco nazionale di Wasa. Anche altri parchi del nord ospitano branchi di grandi mammiferi, tra cui uno dei rinoceronti neri dell'Africa occidentale. Gli elefanti delle foreste e i bufali sono presenti in molte zone coperte dalle foreste pluviali, insieme ai gorilla e ad altre specie, ma sono difficili da avvistare a causa della fitta vegetazione.

external image leoni.jpg
external image 800px-Loxodontacyclotis.jpg
external image bufalo.jpg
external image 76647_457608616081_716296081_6089677_1199109_n.jpg



IL "MONT CAMEROUN"


Il "Mont Cameroun", chiamato anche Fako nel dialetto locale, e' la cima piu' alta dell'Africa centro-occidentale con 4.095 metri di altitudine, ed e' un vulcano ancora attivo. Le ultime due eruzioni risalgono rispettivamente al 1999 e al 2000

external image mont_cameroun_palmares.jpg



RUANDA


external image 800px-Flag_of_Rwanda.svg.png


La Ruanda è un piccolo stato nell' Africa orientale abitato da poco più di 10milioni di abitanti.Questo piccolo stato confina:
-a nord con l' Uganda
-a est con la Tanzania
-a ovest con la Rep. democratica del Congo
-a sud con il Burundi
inoltre non ha sbocchi in mare.external image images?q=tbn:ANd9GcSrF42NK9NdUiycuqMFm7H3uTbIzrdt91ZeeMkrYemdVkiAe_B3NQCattura.PNG
external image 252px-Rwanda_francs.jpg



La lingua parlata oltre al kinyawanda è parlato anche il francese e l' inglese la capitale è kigavi ed la moneta usata è il Franco ruandese.
LA STORIA

Il primo popolo a insediarsi in Ruanda fu quello dei Twa, un'etni di cacciatori, abitatori delle foreste. Successivamente, nel primo millennio d.C., migrò in questo territorio la popolazione degli Huntu. Nel XIV seccolo arrivarono probabilmente dall'area etiope, i Tutsi, un popolo allevatore di bestiame, che assoggettarono gli Hutu. Assunto il potere del territorio, lo divisero in staterelli e organizzarono una società a struttura piramidale, al cui vertice era il re.
Durante il regno del Mwami. La Germania prese il controllo di quella che divenne l'Africa Orientale Tedesca, che ebbe come primo governatore proprio von Goetzen. Nel1918 la Società delle Nazioni affidò questo territorio al Belgio, e dunque divenne un territorio in amministrazione fiduciaria del Belgio. Nel 1957 è stato fondato un partito il Parmehutu, che, dopo l'indipendenza del Congo, si è ribellato alla casta dominante. Nel 1962 il Ruanda divenne una repubblica..
Nel 1963 i Tutsi che si erano rifugiati in Burundi tornarono in Ruanda per riprendere il potere, anche per mezzo di stragi, ma non ci riuscirono. Forte fu, la tensione fra Ruanda e Burundi e terminò quando anche il Burundi divenne una repubblica.
All'inizio degli anni settanta le tensioni fra le due etnie si acuirono. Nel 1973 il generale hutu Habyarimana guidò un colpo di stato. Il neopresidente fondò nel 1975 il movimento rivoluzionario nazionale per lo svilluppo. Nel 1978 fu approvata la nuova costituzione.

IL GENEOCIDIO DEL1994
Nel XX secolo nell' Africa orientale ci fu uno degli avvenimenti più atroci mai commessi.Nel 1994 è avvenuto un vero e proprio genocidio.Per anni le diverse tribù avevanocondiviso la propia cultura, lingua e religione ma da quando il Belgio lasciò l' indipendenza in questo territorio perchè ormai il conflitto tra tribù era troppo grande, gli Hutu decisero di dichiarare guerra ai Tutsi, perche volevano la richezza.
Infatti la differenza tra le 2 tribù era solo sociale infatti i primi erano agricoltori invece i secondi mercanti e allavatori. Anche i tedeschi prima dei belgi favorirono per interessi tutsi queste alleanze portarono anche tedecschi l' odio per gli Hutu guardandoli come nemici . Cosi cominciò la guerra con l' attacco degli Hutu ma i tutsi controattacarono e 2 milioni di Hutu andarano nei campi profughi.Però gli Hutu dopo numerose sconfitte decisero di allearsi con Francia e Belgio.Così iniziò la persecuzione ai tutsi, mlti di loro infatti morirono ma la minor parte si rifugò in Uganda. Nel 1994 in Ruanda vivevano circa 7 milioni di persone e dopo 100 giorni c' erano 1 milione di
morti e 2.500.000 di profughi e la tribù più popolata, estesa e più ricca furono gli Hutu.

external image 300px-Rwandan_Genocide_Murambi_skulls.jpg
external image Genocide_Victims_Rwanda_Photo_by_Sascha_Grabow.jpgALCUNI RESTI DOPO IL GENOCIDIO

.LA POPOLAZIONE
In Ruanda ci soono circa 10 milioni di abitanti con 444 ab/km.Al giorno d' oggi la popolazione è ancora divisa in etnie.Attualmente la maggiore etnia è quella Hutu(79%) ,poi ci sonoi Tutsi(19%) e i


Twa(2%).
external image 250px-Batwa_women_in_Burundi.jpg
L' ECONOMIA
IL Ruanda è uno dei paesi più poveri al mondo e la sua economia dipende soprattutto dall' espotazione di caffè e thè perciò dipende da finanziamenti esteri soprattutto in Europa come il Belgio.
IL SETTORE PRIMARIO
L'intera economia è basata soprattutto nell' agricoltura di piantagione. Il settore è un pò arretrato a causa dell' arretrazione delle strutture.Le produzioni agricole sono insufficenti per sfamare la fame nello stato ed sembra peggiorare a causa di erosione del suola causato dallo sfruttamento del terreno.Sono principalmente coltivate:
-la batatas(una patata dolce)external image 250px-5aday_sweet_potato.jpg
_la patata
-il mais
-e altre piante per la preparzione di diversi piatti
external image images?q=tbn:ANd9GcTosfOL_SuyBx5GiiY9Ap-IdGmGNp2WPsFP5VLK8VHGS7Jbfh1hmQImportantissima è l' esportazione di molte spezie come: il tabacco, il thè, il caffè, arachidi e soia
L' allevamento prevale nella savana con bovini e caprini. La pesca importante anche con l' assenza di vicinanze marine viene utilizzato il lago Kivu
Attivi soprattutto il settore estrattivo sin dalla dominazione belga da cui si estrae oro,cassiteriteexternal image 250px-CassiteriteUSGOV.jpg, il gas naturale ed altre pietre ricavate dai laghi come la cassierite.
E il settore metalurgico attivo dal1982.
IL SETTORE TERZIARIO
Il settore terziario non è praticamente utilizzato apparte per i mezzi da trasporto e il commercio

SENEGAL


bandiera-senegal.gif
La bandiera della Repubblica senegalese è composta da tre fasce verticali della stessa
larghezza: verde, giallo, rosso con una stella a cinque punte nel centro. Il colore verde per i
musulmani è il colore del profeta Maometto, per i cristiani rappresenta la speranza e per gli animisti
è il colore della fertilità. Il giallo rappresenta il sole, l'oro, la ricchezza, il frutto del lavoro sotto il
sole che abbiamo in comune e nello stesso tempo è il colore dell'arte, delle lettere e dello spirito. Il
colore rosso, invece, rappresenta la vita, la morte e il sacrificio per tutta la Nazione. La stella a
cinque punte è l'apertura verso i cinque continenti, la speranza che il popolo ha riposto sui giovani
dopo l'indipendenza. I musulmani dicono che la stella a cinque punte rappresenta i cinque pilastri
della religione musulmana.


Capitale: Dakar

Lingua: francese, Wolof,( o anche dialetti sudanesi)

Religione: 94% musulmana,5% cristiana, 1% animista

Ordinamento dello stato: repubblica presidenziale

Moneta: Franco CFA (1 CFA= 0.0015 Euro)

Geografia
cartina-senegal.gif
Il Senegal è situato alla punta ovest dell'Africa, a sud del fiume Senegal. Si affaccia sull'Oceano Atlantico e confina con la Mauritania a nord, il Mali ad est, la Guinea e la Guinea-Bissau a sud.
I fiumi principali sono il fiume gambia e il fiume casamance.le isole principali sono Goree e Ngor. il clima è tropicale, caldo e umido con una stagione delle piogge da luglio a ottobre e una stagione secca segnata da forti venti secchi, il Senegal è uno degli stati più fortemente minacciati dal fenomeno della desertificazione.

POPOLAZIONE
bambini.jpg
Il 44% della poplazione ha meno di 14 anni e quasi 60% meno di 20 anni. L’età media è di 18 anni,L’aspettativa di vita è di circa 56 anni e solo il 3% della popolazione ha più di 65 anni. la popolazione è piuttosto rurale; più del 62% dei senegalesi vive in campagna. Il numero di donne è leggermente superiore a quello degli uomini.La mortalità infantile, entro il primo anno di vita, è piuttosto elevata in termini assoluti, 57 morti ogni mille bambini nati vivi, ma più bassa dei valori medi di altri paesi dell’area. La mortalità sotto i 5 anni, invece, tende pericolosamente al rialzo (98 su mille), a causa delle malattie.

I Wolof costituiscono l'etnia numericamente e socialmente più importante e sono circa il 40% della popolazione, sono fortemente urbanizzati ed hanno un quasi monopolio dell'amministrazione dello stato e del settore moderno. La lingua più diffusa è wolof e anche la coltura dell'arachide fa parte della loro tradizione culturale. Il secondo gruppo sono i Serere, 20% della popolazione, e risiedono nella regione del Sinè-Saloum. Originari della Mauritania, sono allevatori e agricoltori. Sono anch'essi musulmani e solo un 15% si è convertito alla fede cattolica.

I senegalesi sono famosi in tutta l'Africa per la loro eleganza. Ammirare lo spettacolo che quotidianamente si svolge per strade è un'attività di cui non ci si stanca mai. Uomini e donne portano il "grande boubou", un vestito lungo fatto di cotone con colori vivaci o di tessuto damascato e ricamato. Una donna elegante non esce mai senza i suoi numerosi gioielli. I senegalesi amano festeggiare e tutte le occasioni sono buone per farlo. I matrimoni e battesimi sono occasioni ideali per invitare parenti ed amici intorno al cibo e alla musica. Le donne sono golose di queste feste Perché è l'occasione per loro di portare il vestito più bello e i gioelli più belli. Le feste e cerimonie mostrano le profonde credenze animiste dei senegalesi che, anche l'avvento dell'islam e del cristianesmo non sono riusciti a cambiare veramente.
Una delle feste importanti è Bawnan: rito mistico per richiamare la pioggia in periodo di siccità. Essendo in una zona secca, il Senegal si confronta spesso a problemi di siccità e quindi come lo vuole la tradizione, adulti, donne e bambini, tutti cantano e ballano evocando la pioggia.
Nonostante lo sviluppo delle strutture scolastiche, tra le migliori dell'Africa occidentale, rimane
ancora molto elevato il tasso di analfabetismo, che raggiunge il 59,8%, per le donne il 69,3%.

LA STORIA
Lungo tutto il XVII e il XVIII secolo i francesi, inglesi e olandesi si dettero battaglia per il
controllo della regione, finchè il Trattato di Versailles del 1783 assegnò definitivamente ai
francesi il territorio del Senegal.
Il 1510 è considerato come data d’inizio della tratta dei neri da parte dei portoghesi.
Nel 1659, i francesi si installano a Saint Louis, la prima capitale del Senegal. L'isola di Gorèe
tanto contesa dai colonizzatori era il porto di imbarco degli schiavi africani verso il mondo
intero (America principalmente). L’abolizione della tratta degli schiavi in tutte le colonie
francesi avviene nel 1848. Goree è stata inclusa nell'elenco del patrimonio mondiale
dell'Unesco nel 1978.

La nuova Costituzione prevedeva la ridefinizione dei legami tra la Repubblica e i popoli a
essa associati. Il Senegal preferì non uscire dall'ombrello francese e rimanere in unaorganizzazione in cui la Francia continuava a dare la sua copertura, mantenendo per sè ilcontrollo della politica estera e tutte le decisioni in materia economica. Nel 1960, il 28settembre, la Repubblica del Senegal e il Sudan francese che si chiamerà Repubblica del
Mali, entrarono separatamente all'ONU.

L'ECONOMIA
L'economia senegalese è basata sull'agricoltura, la pesca e il turismo.
Il Senegal è composto da 12 regioni che prendono nome dai rispettivi capoluoghi (Dakar,
Diourbel, Fatick, Kaolack, Kedougou, Kolda, Louga, Matam, Saint Louis, Tambacounda,
Thiès, Ziguinchor)
Il Senegal è un paese povero, ma data anche la maggior stabilità politica e sociale, la sua economia è più sviluppata rispetto a quella dei paesi vicini.
Numerosi sono gli investimenti di capitali stranieri, soprattutto francesi. In passato, fino a una ventina d'anni fa,la coltura principale era quella delle arachidi;
adesso si sono sviluppate altre coltivazioni alimentari e la pesca, che hanno dato impulso allo sviluppo recente dell'industria: oleifici,
impianti per la lavorazione del pesce, dello zucchero e della birra. Particolarmente importanti sono le piantagioni di cotone e di canna da zucchero.
L'agricoltura di sussistenza fornisce miglio, mais e manioca ma non è sufficiente a sfamare una popolazione in rapida crescita.
Consistente è l'allevamento di bovini, caprini e ovini. Il sottosuolo fornisce fosfati minerali di titanio e recentemente sono stati trovati importanti giacimenti petroliferi.
Le industrie principali sono quelle alimentari e tessili; in crescita l'industria chimica, meccanica e delle calzature. Discrete sono le reti stradali e ferroviarie

Musica
La musica senegalese, anche se tende a modernizzarsi sempre di più, ha una particolarità
sonora basata sui suoni dei “sabar” (è un strumento musicale a percussione della famiglia dei membranofoni. Di solito esso
viene suonato con una mano ed una lunga bacchetta in legno oppure con le sole mani. Ne esistono
sette diversi tipi e con diverse funzioni.) e del “tama” (è
un tamburo a forma di clessidra il suonatore tiene il
tamburo sotto l'ascella sinistra, sostenuto
da una tracolla, mentre lo
colpisce con una bacchetta ricurva tenuta nella
mano destra.)
Sabar.jpgsabar
tama-sen-500x500.jpgtama

GASTRONOMIA

thiebou djen
thiebou.jpg(riso con pesce o carne)

domoda
domoda.jpg(riso con carne e salsa di arachidi)