LA SAVANA
(Ricky,Sara e Luca)
Elementi principali
La savana è un bioma terrestre presente tra fascia tropicale e temperata,caratterizzato da un clima caldo e torrido e da una vegetazione prevalentemente erbosa,con pochi alberi e arbusti a grande distanza tra loro,salvo rare eccezioni.Durante l'anno vi sono due stagioni principali,quella umida e quella secca.La stagione umida è caratterizzata da numerose piogge di breve durata,ma con carattere torenziale quasi monsonico.Durante tutto l'anno le precipitazioni non superano i 3000mm.Il fuoco è il principale fattore di questo bioma.Durante la stagione secca,infatti,il manto erboso secco crea il terreno ideale per un incendio.Il fuoco però,bruciando l'erba secca,produce minerali che vanno ad arricchire il terreno e permettono lo sviluppo di nuove erba,che distrugge i germogli degli alberi.
Collocazione
La savana più conosciuta è sicuramente quella presente in Africa centrale,ma ve ne sono anche in Indocina,Sudamerica,Australia e India. Flora La savana è caratterizzata da ampie distese erbose,con pochi gruppi di (barb)alberi a notevole distanza tra loro.Gli alberi non sono mai troppo alti,fatta eccezione per i baobab. Il baobab Il baobab è l'albero che spicca di più nella savana Il nome "baobab" verrebbe, secondo alcune fonti, dal senegalese "albero di mille anni" (riferito alla leggendaria longevità della pianta); secondo altri, sarebbe di derivazione araba, e significherebbe "frutto dai molti grani". Il nome scientifico è un omaggio a Michel Adanson, il naturalista ed esploratore francese che descrisse il baobab africano (adansonia digitata).
La Savana nel mondo
Le savane occupano più del 10 % delle terre emerse: si estendono in parte del Brasile, dell’Africa equatoriale, in Madagascar, in parte dell’India e dell’Australia. Questo bioma occupa, in queste zone, la fascia intertropicale tra le aree piovose equatoriali e quelle desertiche subtropicali. A seconda della zona geografica in cui le savane si trovano, incontriamo differenti tipi di vegetazione e, in alcuni casi, anche di animali.
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Baobab al tramonto.Si noti l'enorme fusto.
Baobab al tramonto.Si noti l'enorme fusto.



Flora e Fauna
Un mare d'erba e pochi alberi isolati Il paesaggio è dominato da enormi distese di erba dove si innalzano soltanto cespugli e alberi isolati a causa del clima secco. Le piante erbacee hanno un ciclo di vita annuale perciò ingialliscono quando la stagione delle piogge è finita e muoiono per poi rinascere in seguito. Le erbe sono anche favorite dalla forma delle radici sottili e ramificate che intercettano ogni traccia di umidità. Gli alberi invece sorgono isolati dove solo affiora o ristagna l'acqua sotterranea e le radici riescono a trovare umidità. Alcune delle specie più diffuse sono le acacie e i baobab che, insieme alla altre piante, hanno delle caratteristiche che gli permettono di sopravvivere anche in queste condizioni.

La Savana Africana
La savana in Africa è molto vasta, si estende tra il Sahara e la foresta pluviale e poi ancora a sud della foresta pluviale fino alla foresta sclerofilla della regione del Capo di Buona Speranza. In Sud America occupa gran parte del Brasile meridionale, in Australia una fascia nel settore settentrionale. Questa formazione vegetale ha le caratteristiche di una prateria in cui sono sparsi alberi isolati o in gruppi; si è sviluppata là dove le precipitazioni sono modeste (1000 - 1500 mm) e hanno andamento stagionale. La produttività è di solito molto alta ,ma gli incendi ne divorano una cospicua porzione.Tra le piante erbacee predominano ovunque le graminacee, ma è sempre presente una quota di leguminose e di composite. Gli alberi variano da continente a continente e sono tanto più rari quanto più frequenti gli incendi; in Africa dominano le acacie, alcune palme, il baobab (Adansonia, una malvacea); in Australia gli eucalipti.Grazie alla sua alta produttività la savana ospita in Africa una fauna abbondante e varia; infatti, oltre ai grandi erbivori pascolatori, vi si trovano animali che si nutrono delle fronde degli alberi, come le giraffe, alcune antilopi e gli elefanti. In Sudamerica gli erbivori di grossa taglia sono spariti in epoca protostorica o preistorica durante la 'grande crisi del Pleistocene' e hanno trascinato nella loro rovina anche alcune specie di grossi carnivori. In Australia una fauna specializzata della savana non pare sia mai comparsa, se si eccettuano i canguri giganti scomparsi da alcuni millenni.La fauna della savana africana, se ben gestita, può fornire una grossa quota di alimentazione proteica per le popolazioni umane. I tentativi di introdurre nella savana bovini europei di razza pregiata sono falliti disastrosamente, come era prevedibile; comunque una parte di questa formazione viene utilizzata per il pascolo di bovini indigeni e pecore, un'altra parte è utilizzata per la coltivazione del grano saraceno (Sorghum), della manioca, del riso.
Nella savana ci sono numerosi animali come...
IL LEONE:Il leone è un carnivoro della famiglia dei Felidi. Dopo la tigre, è il più grande dei cinque grandi felini del genere Panthera, con alcuni maschi la cui massa corporea supera i 250 kg.Il suo areale è nel 2011 ridotto quasi esclusivamente all'Africa subsahariana; il continuo impoverimento del suo habitat naturale e il protrarsi della caccia di frodo ai suoi danni ne fanno una specie vulnerabile secondo la IUCN(Unione Mondiale per la Conservazione della Natura). Questa definizione è giustificata da un declino stimato tra il 30 ed il 50% nella zona africana nei vent'anni precedenti. Il leopardo altro carnivoro appartenente alla famiglia dei felidi viene chiamato localmente anche pantera o pardo. Abita tutta l'Africa e l'Asia sudorientale e, in modo particolare le Isole della Sonda. La pantera nera è un esemplare di leopardo caratterizzato dal suo manto di colore nero. Oltre al leopardo anche il giaguaro ha un tipo diverso di pigmentazione del suo manto.
L’elefante, mammifero proboscidato della famiglia degli elefantini, è il più grande animale terrestre vivente. Animale erbivoro, si nutre principalmente del fogliame degli alberi e abita alcune zone dell’Asia e dell’Africa. L’elefante africano differisce profondamente da quello asiatico, sia per numero di vertebre e costole sia per la dimensione delle orecchie.
Il bisonte, mammifero artiodattilo, della famiglia dei bovidi si divide in 2 specie: il bisonte americano ed il bisonte europeo. Studi genetici compiuti su questo animale dimostrano che le 2 specie sono forme diverse della stessa specie. Secondo gli zoologi odierni, infatti, il genere andrebbe considerato come un sottogenere di Bos, che comprenderebbe anche i bovini domestici.
Il Canguro è il nome con cui generalmente si indicano le circa 60 specie della famiglia dei macropodidi. Le specie più comuni sono il canguro rosso e il canguro grigio. Il termine italiano canguro è detto anche in riferimento ad animali che nella lingua inglese hanno nomi diversi da kangaroo, come il quokka, il wallaby, i wallaroo, i pademelon e i canguri arboricoli. Il canguro abita quasi esclusivamente l’Australia.
L'antilope è un animale della savana asiatico. La sua caratteristica peculiare è che i maschi hanno 4 corna mentre le femmine non ne hanno. L'antilope vive principalmente in India e ad occidente del Bengala, molto diffuso dove prevalgono colline boscose. Difficile trovarne più di due per volta visto che è un animale che non vive in branco ma, timido come è, scappa nella boscaglia già quanto sente un piccolo rumore.
La Savana Asiatica
Nell’Asia tropicale si hanno i monsoni che portano piogge e umidità e quindi incontriamo, oltre alle savane, anche boschi e foreste “chiare”, cioè con alberi caducifogli, e meno lussureggianti delle giungle pluviali. In India e Indocina, queste zone sono abitate da grandi erbivori come cervi, elefanti, gaur e banteng (se non sai cosa sono,guarda giù) e da predatori di grande mole come tigri, leopardi, cuon e lupi. In India si trovano anche zone più aride: una a nord-ovest che comprende parte del bacino del fiume Indo, e a sud l’altopiano del Deccan. Queste aree sono definite subdesertiche e possiedono zone sabbiose in cui crescono acacie e cespugli. L’aspetto è meno desolato rispetto al vicino deserto del Sahara, ma non è così abitato da piante come una savana africana o sudamericana.
La Savana Americana
In America latina, le savane vengono chiamate vàrzeas; in zone con basamenti rocciosi con poco suolo, le savane prendono il nome di campo rupestre; in Brasile invece sono molto boscate e simili a foreste secche e si chiamano cerrado. Le tierra firme sono simili alle savane africane anche se sono più piovose e umide durante la stagione secca, e anche l’incidenza degli incendi è minore. In Amazzonia si trovano piccole savane e a nord del Rio delle Amazzoni l’estensione aumenta. Le vàrzeas sono invece delle savane aperte che vengono inondate durante la stagione delle piogge e si trovano tra Rio Negro e Xingu e intorno all’Orinoco. Successivamente, con l’arrivo della stagione secca, il terreno si asciuga e crescono subito erbe e arbusti (esempio: Artemisia artemisifolia); si trovano anche palme (esempio: Mauritia flexuosa) o alberi che resistono sia all’allagamento sia alla lunga siccità. Questi alberi e arbusti ammassati possono sembrare isole in un mare di erba secca o semisommersa. Tra l’Argentina, Bolivia e Paraguay, sotto il Mato Grosso, si trova la regione del Chacò che presenta piogge abbondanti ma irregolari. Qui crescono le palme Copernicia che riescono a resistere a lunghi periodi di siccità. La fauna di questa zona è composta da numerosi uccelli (es. martinetta dal ciuffo, galletto, nandù), puma, giaguari, lepri, pipistrelli e numerosi insetti (grilli, formiche, mosche, ecc.)
I POPOLI DELLA SAVANA
L’ambiente della savana è favorevole all’agricoltura e all’allevamento; per questo ha subito consistenti modificazioni. Gli abitanti di questo bioma sono soprattutto agricoltori che coltivano cereali e altre piante in grado di sopportare lunghi periodi di siccità, come miglio, sorgo, orzo e frumento, ma anche arachidi, cotone, riso e canna da zucchero. Nelle zone di savana dal clima più arido prevale invece l’allevamento. Gli animali allevati sono generalmente bovini , pecore, capre e asini. Molte sono le popolazioni che abitano la savana: i Masai in Kenia e Tanzania, i Nubiani nell’alta Nubia sudanese, i Kualngo e Akan in Costa d’Avorio, Boscimani e Ottentotti in Namibia.
I Masai Il popolo più conosciuto di questo ambiente è il popolo Masai. I Masai sono un insieme di gruppi accomunati dalla medesima lingua e da somiglianze culturali e social, che vivono dispersi tra il Kenya e la Tanzania. Vivono principalmente di pastorizia, ma si dedicano anche all’agricoltura e al commercio. L’allevamento fornisce gli alimenti base della dieta dei guerrieri; essi, infatti, si cibano esclusivamente di latte, carne e sangue bovino. I vecchi e le donne si nutrono anche di burro, legumi e farina. Tutti consumano molto miele, e il tabacco è permesso solo alle donne e ai vecchi. Questo popolo, le cui radici risalgono a tempi antichi, vanta importanti tradizioni, dalle cerimonie religiose a quelle di iniziazione dei giovani guerrieri. Gli uomini portano i capelli lunghi, acconciati in ciocche compatte impastate con ocra rossa e grasso animale, mentre le donne, i vecchi e i bambini devono rasarsi accuratamente. Un’altra usanza particolare tra i Masai è quella di cambiare nome ad ogni passaggio nelle varie fasi della vita, dall’infanzia alla vecchiaia. Tra tutti gli abitanti del villaggio, uno in particolare riveste un’autorità superiore: il-oi-boni, una sorta di capo, che è anche guaritore, e che possiede poteri per effettuare profezie e divinazioni attraverso il lancio delle pietre, l’ispezione delle viscere animali, l’interpretazione dei sogni e l’interrogazione oracolare. I Masai credono nell’esistenza di due divinità sovrumane: il dio rosso, malefico e portatore di siccità, e il dio nero, benevolo e in grado di far piovere. Le due figure divine sono oggetto di offerte sacrificali e rituali propiziatori soprattutto con l’erba, che tra i Masai assume un carattere religioso e un forte valore simbolico, tanto che, se combattono un nemico e vogliono far pace, porgono l’erba come segno di pace.
La bandiera del Popolo Masai
La bandiera del Popolo Masai
Anziano masai con i lobi allungati
Anziano masai con i lobi allungati

I Boscimani Un altro popolo, un tempo molto numeroso e oggi ridotto solo a poche migliaia di individui, è quello dei Boscimani, presente nel deserto del Kalahari. La loro economia è basata esclusivamente sulla caccia, praticata dagli uomini e integrata dalla raccolta di radici e semi, praticata invece dalle donne e dai bambini. Il modo di vivere e l'organizzazione sociale dei Boscimani sembrano molto simili a quelli delle genti del tardo Paleolitico, ed è per questo motivo che sono oggetto di approfonditi studi antropologici. Ancora oggi, i Boscimani applicano le tecniche di caccia descritte negli antichi graffiti su rocce: l'agguato teso stando appiattiti al suolo, e poi il lancio delle frecce avvelenate contro la preda. Oltre all'arco, per la caccia vengono usati la clava con testa di pietra, il bastone da scavo, il coltello raschiatoio di pietra e talvolta la lancia. Per fabbricare rudimentali vestiti sono usate solo le pelli non conciate; la scarsa acqua viene conservata entro i gusci d'uovo di struzzo. L'abitazione, un semplice paravento, viene eretta al momento della sosta, quando il cacciatore ha ucciso la preda. Questa viene consumata subito, leggermente scottata al fuoco, non essendo abitudine dei Boscimani provvedere a conservare gli alimenti. La struttura sociale è assai semplice, fondata sulla famiglia monogamica. Ogni famiglia ha un suo territorio di caccia nell'ambito di quello più vasto, ma rigorosamente definito, della tribù. Le difficili condizioni ambientali e il genere di vita nomade impongono severe norme di vita, che in passato dovevano essere più facili, come appare dal ricco e vivace patrimonio di miti e leggende e dalla caratteristica stessa dell'Essere supremo, un tempo buono e oggi cattivo per le crudeli lotte che ha dovuto sostenere. I Bantu prima e gli europei dopo hanno proceduto a un sistematico sterminio dei Boscimani. Molti dei gruppi originari sono scomparsi o ridotti a poche decine d'individui tanto che, attualmente, il popolo dei Boscimani è rappresentato da 10 - 15000 individui. Inoltre il loro territorio è diventato luogo di ricerca per le risorse naturali, senza tenere conto delle conseguenze che ciò potrà avere sui Boscimani. Dopo anni di indifferenza da parte dei governi africani, sta ora crescendo la sensibilità verso il problema delle minoranze indigene che rischiano di scomparire. La collettività ha ora compreso l’importanza del grande patrimonio culturale e artistico dei Boscimani, considerati fra i più significativi della storia dell'umanità.

La tipica abitazione boscimane
La tipica abitazione boscimane

La Savana turistica
Un’importante attività umana legata alla savana è sicuramente il turismo: la savana, e in particolare i parchi naturali offrono la possibilità di osservare, filmare e fotografare una natura esotica particolarmente affascinante. I safari, organizzati all’interno di riserve faunistiche, permettono di catturare con l’obiettivo o, più semplicemente, di osservare animali magnifici nel loro ambiente naturale. Il turismo diventa quindi una risorsa economica importantissima per questi territori spesso poveri.
La Savana Africana è destinata a trasformarsi in foresta
Recenti cambiamenti nei livelli di biossido di carbonio atmosferico stanno costringendo le savane africane a trasformarsi in foreste. I ricercatori ritengono che entro la fine di questo secolo, una grande porzione di terra appartenente alla savana si trasformerà in foresta, a causa della fecondazione del biossido di carbonio atmosferico. Precedenti studi sperimentali avevano generalmente dimostrato che le piante non mostrano una grande risposta alla fertilizzazione di anidride carbonica. La maggior parte di questi studi sono stati condotti in ecosistemi settentrionali o sulle specie commercialmente importanti. Solo uno studio sperimentale ha indagato su come le piante della savana rispondano ai cambiamenti di concentrazioni di anidride carbonica, dimostrando che la crescita degli alberi della savana comincia a decollare alle concentrazioni attuali. Questo studio ha inoltre trovato che i luoghi in cui l’aumento della temperatura, associato ai cambiamenti climatici, sono più adatti alla trasformazione, dal momento che la temperatura più elevata consente alle erbe della savana di rimanere più a lungo di fronte alla concentrazione crescente di CO2. Se ciò dovesse avvenire, la flora e la fauna delle savane è destinata a scomparire. Lo studio, del centro di ricerca sulla biodiversità e sul clima, e della goethe university di Francoforte, è stato pubblicato sulla rivista Nature.


Il leone(qui una leonessa con il suo cucciolo),il "re" della savana africana.
Il leone(qui una leonessa con il suo cucciolo),il "re" della savana africana.
L'elefante,l'animale più grande della savana.
L'elefante,l'animale più grande della savana.

La giraffa <3
La giraffa <3
Il bisonte
Il bisonte


Un branco di gaur
Un branco di gaur
Il bateng
Il bateng

Il quokka (non è puccioso? =3)
Il quokka (non è puccioso? =3)
Il wallaby
Il wallaby
L'ippopotamo
L'ippopotamo
Il rinoceronte bianco...
Il rinoceronte bianco...

...e quello nero
...e quello nero
La martinetta dal ciuffo
La martinetta dal ciuffo

Il baobab(grande no?
Il baobab(grande no?


Curiosità
  • http://www.focus.it/ambiente/animali/fotografia-notturna-savana-by-night_C9.aspx la savana di notte,con tutti i suoi abitanti.
  • La parola "safari" deriva dallo swahili(lingua diffusa in Tanzania,Kenia e Uguanda) e significa viaggio.
  • Il rinoceronte,sebbene la sua massa,può raggiungere i 40 km/h
  • il ghepardo è l'animale terrestre più veloce della savana.può raggiungere punte di velocità di 100 km/h,anche se per breve tempo
  • Lo gnu è pressoché indifeso,la sua difesa principale è la fuga in massa.
  • Quando sono in gruppo,gli gnu tendono a fa restare i cuccioli all'interno di un cordone di sicurezza,per proteggerli.
  • In un gruppo di elefanti,la matriarca,cioè la femmina più vecchia,è il "capo" del gruppo.