AFRICA IN GENERALE
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E' in Africa che è iniziata l'evoluzione dell'uomo a partire dagli Australopitechi fino all'Homo Sapiens, ovvero la nostra specie; per questo essa viene considerata la "culla dell'umanità". Circa 100.000 di anni fa dall'Africa i Sapiens si sono diretti verso gli altri continenti .
La storia dell'Africa è molto diversa a seconda dell'area presa in considerazione.
A Nord nell'antichità esisteva la civiltà Egizia dei faraoni, particolarmente famosa per lo sfruttamento intensivo dell'agricoltura praticato molto prima che in altre aree del continente grazie anche alle benefiche inondazioni del Nilo.
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Successivamente questa civiltà entrò in contatto con Fenici, Greci e Romani per i commerci, mentre gli altri stati hanno sempre avuto una storia separata da quella di Europa e Asia; e in molti territori interni si ebbero delle aggregazioni sociali di vario tipo come comunità tribali nomadi, seminomadi o sedentarie e dedite a pastorizia e agricoltura. Già dal 400 a C., invece, lungo le coste c'era il commercio di oro, sale e schiavi e si formarono regni forti e duraturi.



LA TRATTA DEGLI SCHIAVI
Dal XV secolo gli Europei cominciarono a interessarsi e a colonizzare l'Africa a sud del Sahara perchè la vedevano come una terra ottimale da sfruttare. Il fenomeno più sconvolgente e conosciuto fu la tratta degli schiavi verso l'America meridionale e centrale per farli lavorare nelle piantagioni di cotone e di tabacco. Il viaggio in barca era lungo e loro rimanevano senza cibo e acqua per lunghissimi periodi erano incatenati di modo che anche se ne avessero avuto la forza non sarebbero riusciti a scappare e erano stipati tutti sotto coperta gli uni addosso agli altri.
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IL COLONIALISMO
A partire dal XIX secolo l'africa venne vista dagli Europei come terra da sfruttare per le materie prime a basso prezzo e per diffondere i propri prodotti; infatti le compagnie industriali francesi e inglesi per priem, e poi quelle degli altri Paesi europei, tra la fine del XVIII secolo e l'inizio del XX iniziarono a colonizzare il cntinente tramite l'occupazione militare. Dopo aver sottomesso tutta l'Africa del Nord tra il 1890 e il 1914 le potenze europee si divisero i territori dell'Africa subsahariana. Il periodo di dominazione europea fu caratterizzato da un forte e rapido sfruttamento delle risorse minerarie e agricole e della manodopera locale perchè a basso prezzo, dalla devastazione del sistema e conomico di sussistenza e di quello del commercio.
Solo dopo la fine della Seconda guerra mondiale iniziò la decolonizzazione del continente: tra il '57 e il '68 ben 35 Stati ottennero l'indipendenza.
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DOPO IL COLONIALISMO
Uno dei principali priblemi dell'Africa è stato quelo della colonizzazione da parte degli europei, ma anche quello della decolonizzazione. Infatti lo sfruttamento intensivo che era stato fatto era la causa della tragica situazione economica, sociale e politica che si rilette ancora oggi; le vecchie potenze coloniale quando hanno dovuto ridefinire i confini dei nuovi stati indipendenti li avevano lasciato pressochè uguali a com'erano in epoca coloniale, lasciando divise persone appartenenti alla stessa etnia e facendone convivere altre diverse per cultura, religione e, soprattutto, dal punto di vista econimico. Alcune delle guerre attuali in Africa sono dovute proprio alla convivenza forzata di etnie diverse cominciata a metà del XX secolo.
Molti Paesi sono, infatti, retti "dall'alto", ovvero da governi spesso a aprtito unco il cui scopo è quello di tenere unito il Paese. I partiti unici sono formati dai rappresentanti di un'etnia presente nel territorio che riserva per sè tutti i privilegi del potere e innesca le reazioni di coloro che non detengono il potere ma vorrebbero e ciò sfocia spesso in guerra civile.
Negli ultimi cinquant'anni più di 70 conflitti hanno sconvolto il Paese. Dopo le guerre per la liberazioni dai colonizzatori ci sono state, e ci sono tutt'ora, quelle fra i vari Stati e quelle civili fra le varie etnie che spesso sono un pretesto per scatenare conflitti legati allo sfruttamento di risorse e fonti energetiche: dal petrolio ai diamanti, dall'oro all'indispensabile acqua. Il risvolto più drammatico di queste guerre sono i bambini-soldato che sono costretti a combattere imbracciando fucili e armi come gli adulti.

I CONFLITTI DELL'AFRICA
Dagli anni Sessanta del XX secolo ci sono state moltissime guerre che hanno causato più di 8 milioni morti nate da motivi diversi come:
  • guerre di liberazione dai colonizzatori (Angola contro Portogallo);
  • guerre di separazione e richiesta di indipendenza da un altro Stato per motivi religiosi ( Eritrea contro Etiopia);
  • guerre tra Stati ( Etiopia contro Somalia);
  • guerre civili o "etniche", le più numerose, dovute a motivi economici e politici.
Fino al 1989 questi coflitti eramo riconducibli alla rivalità tra Stati Uniti e URSS, che cercavano di avere l'influenza sui popoli africani, mentre dopo quella data i conflitti sono sempre più legati agli interessi degli Stati Africani stessi.

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IL GENOCIDIO DEL 1994 IN RUANDA
Il genocidio in Ruanda, nell'Africa equatoriale, e stato uno degli avvenimenti più drammatici del XX secolo. Nel 1994 e avvenuta una vera e propria eliminazione fisica, iniscriminata e organizzata di un gruppo di persone a opera di un altro gruppo, Erroneamente in Occidente i mezzi di comunicazione lo hanno catalogato come un conflitto etnico tra gli Hutu e i Tutsi ma in realtà non sono due diverse etnie perchè hanno in comune lingua, costumi e religione; si tratta, invece, di due gruppi sociali: i primi agricoltori, i secondi allevatori e mercanti. I tedeschi prima e poi i belgi avevano favorito i Tutsi per i propri interessi, questa preferenza aveva portato, con il tempo, all'odio degli Hutu nei confronti dei "nemici"; l'idea che fossero due etnie diverse erana nata dai colonizzatori senza alcun fondameno storico. Nel 1994 la situazione degenerò e si arrivo al massacro, da parte degli Hutu, dei Tutsi; questi ultimi contrattaccarono e circa 2 milioni di Hutu si trasferirono nel campo profughi. Nel 1994 in Ruanda vivevano circa 7 milioni di persone, cento giorni dopo c'erano 1 milione di morti e 2.5 milioni di profughi.

I BAMBINI-SOLDATO
Attualmente sono più di 300.000 milioni i minori di 18 anni reclutati come soldati; alcuni cmbattono negli eserciti governativi, altri nelle armate di opposizione, la maggior parte ha un'età compresa fra i 15 e i 18 anni ma ci sono reclute anche di 10 anni e la soglia minima di età si abbassa sempre di più. Alcuni sono soldati veri e propri mentre altri portano munizioni e vettovaglie ma la loro vita non è sicuramente meno pericolosa; vengono trattati brutalmente, sottoposto a punizioni molto severe se sbagliono e se disertano vengono arrestati o viene compiuta un'esecuzione sommaria. Anche le ragazze, in misura minore, vengono arruolate e in molti casi vengono stuprate e violentate. anche nel passato si ricorreva ai bambini-soldato ma ora questo fenomeno è in aumento perchè la guerraè diventata etnica e non più per impossessarsi di un territorio, l'uso di armi leggere e il prolungarsi della guerra richiedono sempre soldati e questo ha fovorito l'arruolamento di minorenni. In alcuni casi si offrono loro come volontari perchè le alternative sono morire di fame o tentaredi sopravvire alla guerra con un minimo di cibo.
Anche per chi sopravvive incolume alla guerra ci sono gravi ripercussioni sul piano fisico come malattie contagiose e denutrizione, e anche psicologiche dovute agli shok causati dalle atrocità viste o compiute.
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LA POPOLAZIONE E LE CITTA'

Gli africani oggi sono circa 948.000.000 con una densità media di 31 km valore abbastanza basso.. La distribuzione è disomogenea: gli abitanti sono concetrati soprattutto lungo le coste mediterranee, nella fascia costiera del Golfo di Guinea, nella Valle del Nilo, nelle regioni centro-orientali e in quelle sud-orientali...

Nel ventesimo secolo la popolazione ha avuto un tasso di crescita molto alto nonostante la mortalità infantile, malattie come l'AIDS e la denutrizione infatti la mortalità è nella media di 55 anni. Oggi l'Africa ha la crescità demografica più alta del mondo.. 2,3 % (in Europa è quasi allo zero)
La povertà è causata soprattutto alle migrazioni interne, cioè dai villaggi rurali alle citta e la emigrazione verso i paesi più sviluppati.

La popolazione urbana è in rapida crescita e i centri urbani in rapidà espansione. L'urbanizzazione è pesantemente condizionata dalla povertà e dalla mancanza di lavoro. Nelle campagne il livello di vita è sempre più disastroso (siccità,carestie,malattie..) e questo spinge le persone a trasferirsi in città. Infatti la crescita enorme dei centri urbani porta a un aumento delle periferie.

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Le città più importanti dell'Africa sono: Il Cairo (11 milioni di abitanti)in Egitto , Lagos (13 milioni di abitanti)in Nigeria, Kinshaa (7 milioni di abitanti)nella Repubblica democratica del Congo.

Il Cairo
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Lagos
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Il Kinshaa
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GLI SLUMS DI LAGOS
Gli slums sono assembramenti di baracche alla periferia di grandi città.. Gli abitanti degli slums non hanno disponibiltà di acqua potabile, elettricità, mezzi di trasporto e mezzi per eliminare i rifiuti. Sono inoltre soggetti a contrarre malattie mortali come l'AIDS il COLERA e il TIFO a causa anche dell'inquinamento dell'acqua.

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Lagos, come nelle metropoli africane si è sviluppata impetuosamente negli ultimi anni raggiungendo un numero di abitanti intorno ai 13 milioni nell'area metropolitana. Gran parte della popolazione vive negli slums.
Nel 2002 il programma delle nazioni unite per gli insediamenti umani ha definito con precisione le condizioni dell'unità familiare che vive all'interno di slum
-L'ACCESSO A L'ACQUA POTABILE DEVE ESSERE SOLO USATA NEI BISOGNI ELEMANTARI
-I SERVIZI IGIENICI SONO CONDIVISI CON GLI ESTRANEI
-LO SPAZIO MASSIMO E' DI 4 M QUADRATI E CI STANNO TRE PERSONE
-SE NON VIENE PAGATO L'AFFITTO VENGONO MANDATE FUORI DI CASA LE PERSONE

I problemi più grandi negli slums sono la mancanza di aree verdi.

I POPOLI E LE LINGUE
In Africa si contano numerose etnie:
-A nord del deserto del Sahara vive la popolazione dalla pelle chiara di cultura araba
-A sud del deserto del Sahara vive la popolazione dalla pelle scura e sono divise in tantissime etnie:
= I bantu cioè l'insieme di popoli che parla la lingua del ceppu bantu
= I pigmei attuali abitanti delle foreste
= I koisan poco numeroso che comprende i san sono dei cacciatori e i khoin sono pastori nomadi
= Gli afrikaner popolazione bianca discendente da i boeri
= I malgasci vivono nel Madagascar sono un misto fra africani e indonesiani

Andrea V
ECONOMIA
L'economia dell'Africa è disomogenea, è caratterizzata da grandi differenze nello sviluppo tra le varie aree del continente.Ci sono infatti:
- Paesi che, nonostante il permanere di gravi problemi sociali e politici, sono avviati verso lo sviluppo economico come la Reppublica Sudafricana, Algeria e Libia.
- Paesi che stanno lentamente emergendo ad esempio l' Egitto, la Tunisia e il Marocco dove si vede una forte crescita del turismo, ma con ancora gravi problemi economici interni
- Paesi che, nonostante la grande disponibilità di risorse, vivono in condizioni di miseria e povertà.
I motivi di ciò sono molti, i principali sono soprattutto la dipendenza da socetà e paesi stranieri per la compravendita di beni di consumo, la disastrosa insensibilità politica,conflitti etnici e tribali, manodopera e metodi di agricoltura inadeguati,assenza di mezzi di trasporto e forte incremento e analfabetismo della popolazione.
LE RISORSE
L'Africa è ricchissima di risorse e in particolare dimaterie prime. Tuttavia l'indice di povertà risulta molto elevato.
Le tantissime risorse, vanno dalle pietre preziose come diamanti e oro a quelle per l'industria comepetrolio, ferro e cobalto e bauxite, in agricoltura sono maggiomente diffuse piantagini di caffè, cotone, gomma e cacao.
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In olte è praticata molto la pesca infatti per tutto il perimetro africano ci sono zone di pesca, intensiva o meno, con adiacenti porti pescherecci.
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Rete, pesci, pescatori
Rete, pesci, pescatori

L'AFRICA: IL CONTINENTE MENO INDUSTRIALIZZATO DEL MONDO
Nella maggioranza dei paesi africani l'attività di gran lunga prevalente (oltre il 60% degli occupati )è l'agricoltura di sussistenza, con raccolti insufficenti al bisogno delle comunità.I terreni dove il clima è più favorevole sono utilizzati per monocolture di piantagione, destinate alle esportazioni e in mano a imprese multinazionali, invece che lasciati coltivre alle popolazioni locali. Il limitato tessuto industriale vede la presenza di raffinerie di petrolio negli Stati dove esso è presente, di industrie alimentari, siderurgiche, metallurgice e soprattutto tessili.
La disastrosa situazione economica avvantaggia vari paesi come Stati Uniti Cina e India:non essendoci un industria di trasformazione, l'Africa dipende dalle importazioni di prodotti finiti che spesso derivano da quelle stesse materie prime (per esempio ferro e rame) che sono estratte proprio nelle miniere africane.
LE MULTINAZIONALI
In ambito economico una multinazionale è un'impresa, di norma una società, che organizza la sua produzione in almeno due paesi diversi.
È detta controllata l'impresa operante in un Paese estero di cui la multinazionale controlla più del 50% delle azioni
Le multinazionali sfruttano i paesi in via di sviluppo per risparmiare molte spese.Il colonialismo prima e le multinazionali poi hanno favorito il rallentamento dell' economia africana.
In Africa le multinazionali sono distribuite in tutto il continente ma maggiormente diffuse nella parte ovest.
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IL CLIMA


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L' Africa è divisa a metà dall'equatore e attraversata dai due tropici.
Il clima del continente africano è generalmente caldo, anche se con variazioni notevoli a seconda delle zone. L'estrema porzione settentrionale del continente ha un clima mediterraneo, con estati secche e inverni umidi. Questo tipo di clima si trova anche nella parte più meridionale del continente, presso Città del capo. Il resto del nord-Africa presenta un clima desertico, mentre avvicinandosi all'equatore il clima si fa tropicale, molto umido; è qui che si registra il massimo di precipitazioni annuali. Il clima ritorna desertico nelle zone del Corno d'Africa e del Kalahari, mentre è prevalentemente tropicale nel Madacascar. Climi di alta montagna si trovano nella zona dell'altopiano Etiopico e sulle vette più alte come il Kilimangiaro e il Ruwenzori Le temperature sono generalmente piuttosto elevate.
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AMBIENTI NATURALI
Uno trai primi ambienti naturali dell'Africa è la foresta pluviale, essa è la più ricca di biodiversità e presenta una fauna ricca di uccelli, rettili, insetti e scimmie.
La parte settentrionale del continente è occupata in gran parte dal gigantesco deserto del Sahara , mentre a sud di questa, l'ambiente predominante è la grande savana un'immensa distesa erbacea, teatro di grandi safari per turisti e ricca di grandi animali.
La fauna è caratterizzata da grandi animali come il leone, la pantera, il ghepardo, il gorilla e la tigre.
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Sono presenti anche zebre, ippopotami, avvoltoi, dromedari, elefanti, coccodrilli, rinoceronti e lemuri.
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LE RELIGIONI
La distribuzione delle religioni in Africa è molto complessa, e in gran parte riconducibile all'influenza coloniale prima araba (nel nord-Africa e in Africa orientale ) e poi europea. Le due religioni predominanti sono infatti cristianesimo e islam, anche se spesso, soprattutto in Africa subsahariana, questi culti vengono combinati in maniera sincretica con quelli tradizionali animiste.
Il Cristianesimo è una religione monoteista basata sul credere l' esistenza di Gesù il figlio di Dio colui che è morto e risorto per la salvezza degli uomini.
Anche l'Islam è una religione monoteista, viene solitamente chiamata musulmano, Dio viene chiamato Allàh e il loro portavoce è il profeta Maometto.
Il termine animismo è usato in antropologia per classificare le tipologie di religioni o pratiche di culto nelle quali vengono attribuite qualità divine o soprannaturali a cose, luoghi o esseri materiali. Queste religioni cioè non identificano le divinità come esseri puramente trascendenti, bensì attribuiscono proprietà spirituali a determinate realtà materiali.
Questo tipo di credenze è così chiamato perché si basa sull'idea di un certo grado di identificazione tra principio spirituale divino (anima) e aspetti “materiali” di esseri e realtà (anche "demoni" e altri enti).


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