AFRICA SETTENTRIONALE

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Nel territorio nordafricano ci sono tre differenti tratti: tratti costieri pianeggianti, le catene montuose del Rif e dell'Atlante e il deserto del Sahara. L'unico lago della regione è il Nasser che è formato artificialmente dalla diga sul Nilo.
Il clima è mediterraneo sulle coste e prevalentemente steppico e desertico nelle zone più interne.
La principale industria è quella estrattiva: dal sottosuolo si estraggono petrolio, gas naturali, fosfati e metalli vari.
L'agricoltura produce cereali, olive, uva, agrumi, datteri e cotone.
l'allevamento è di tipo ovino e caprino.
La condizione di vita di questa regione è relativamente migliore rispetto al resto dell'Africa. Però c'è un forte squilibrio fra città e campagna.
Questo fatto spinge le persone che abitano nelle campagne a trasferirsi in città; qui non riescono a trovare lavoro e abitazioni e ciò determina una grande migrazione verso i paesi europeri.
La colonizzazione avvenne anche in questa regione dell'Africa .
La Francia occupò Marocco, Algeria e Tunisia. L'italia occupò la Libia. la Gran Bretagna prese l'Egitto.
La principale ragione dell'occupazione erano le materie prime. Dopo la fine della seconda guerra mondiale i paesi dell'area riuscirono a ottenere l'indipendenza, tranne l'Algeria che la ottenne solo nel 1962.

STATI COMPONENTI

Marocco

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Nome Completo: Regno del Marocco

Superficie: 446.550 Km²

Abitanti: oltre 33.000.000

Capitale: Rabat

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Lingua: Arabo (ufficiale), Francese, dialetti berberi, Spagnolo

Moneta: Dirham marocchino

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Fuso Orario: UTC (2- Greenwich)

Paesi confinanti: Spagna (nord), Algeria (est), Mauritania(sud)

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Città importanti:

- Casablanca: la più grande città e porto principale del Marocco

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- Marrakech

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- Fes: città santa, nonché la più antica città imperiale del Marocco, antica capitale fino al 1912

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- Agadir: città e porto del Marocco meridionale

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- Meknès: antica capitale del Marocco fino al 1727

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Ci sono poi Tangeri, Oujda, Kenitra, Tétouan

Forma di governo: Monarchia costituzionale

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Religione: Musulmana sunnita (99%)

Mari: Oceano Atlantico (ovest) - Mar Mediterraneo (nord)

Monti principali: Jebel Toubkal 4167 m

Fiumi principali: Oum er Draa 1200 Km (fiume non perenne), Oum er Rbia 555 Km, Moulouya 515 Km

Laghi principali: Bine el Ouidane

Isole principali: nessuna isola

Clima: Mediterraneo - continentale - arido

CONFINI E TERRITORIO

il Marocco (che deve il suo nome alla città di Marrakech), è una stato dell'Africa settentrionale che si trova nella parte occidentale del cosiddetto Maghreb (ossia la regione più a ovest del Nordafrica che si affaccia sul mar Mediterraneo e sull'Oceano Atlantico).Bagnato dal Mar Mediterraneo nella parte settentrionale, e dall'Oceano Atlantico in tutto il tratto ad ovest dello Stretto di Gibilterra, il Marocco confina con Algeria, ad est e sud-est, e con il territorio del Sahara Occidentale a sud.Il Paese è attraversato da due importanti catene montuose: la Rif, a ridosso della costa mediterranea, e l'Atlante che l’attraversa da Sud-Ovest a Nord-Est. Nel sud del Marocco si estende invece il grande deserto del Sahara.

I fiumi marocchini, difficilmente navigabili, sono ampiamente sfruttati per l'irrigazione e la produzione di energia idroelettrica. Tra i principali si ricordano: l’Oum Draa, il Moulouya ed l’ Oum Er-Rbia. I laghi più importanti sono: il lago di Mohamed V il lago di Meschra Ammadi.

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GASTRONOMIA

Si tratta di una gastronomia contaminata dalla dominazione araba, francese e spagnola e si presenta estremamente varia, dai sapori forti e decisi, basata su ingredienti freschi e genuini (l’ambiente naturale è alquanto prospero e generoso: frutta fresca ed ottimo pescato – le coste abbondano di astice, aragosta e i gamberoni - o buona carne – tipica delle zone più interne - difficilmente mancano).

Tra i piatti più famosi e tipici vi sono il tajine, il cous-cous, il m'choui, l'harira, le brochette e i morgue.

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Il tajine o tajin è a base di carne (soprattutto di pollo o agnello) in umido (esistono però varianti vegetariane), servito in piatti di terracotta ed accompagnato da frutta, verdura e spezie. Il celeberrimo cous-cous, di origine berbera, è invece preparato con semola di grano duro o con cereali diversi (orzo, miglio, sorgo, riso, o mais) che spesso e volentieri accompagna carni (o pesce) in umido e verdure bollite.


I dolci marocchini sono spesso a base di mandorle, miele e zucchero sono la base dei dolci marocchini. I prodotti di pasticceria più diffusi vi sono: la torta di miele, gli Halwa Shebakia (biscotti tipici) ed i kaab el ghzal (letteralmente "corna di gazzella"), preparati con la pasta di mandorla e lo zucchero. Un altro dessert tipico è la torta di miele. Biscotti tipici sono, mangiati soprattutto durante il mese del Ramadan.

In Marocco difficilmente berrete vino o altre bevande alcoliche. Troverete, invece, dell’ottimo tè verde alla menta. Se prepararlo è quasi un’arte, berlo in compagnia è un rituale irrinunciabile.

Un proverbio marocchino recita: “dai da mangiare al tuo ospite anche se tu stai morendo di fame”: i marocchini sono ottimi padroni di casa e rimarrete stupefatti dalla loro gentilezza e dalle attenzioni che vi riserveranno. La Diffa, il classico pasto marocchino, inizia con gustosi antipasti, continuano con cous-cous, tagine e pesce fresco e termina con frutta fresca e golosità varie.

Curiosità

La bandiera del Marocco è di colore rosso e si caratterizza per la presenza di una stella (pentagramma) verde (colore dell’Islam, la principale religione del Paese) al centro. La stella è simbolo di saggezza, pace, salute e la vita e fu “imposta” dal Maresciallo Hubert Lyautey nel 1915. Fino ad all’ora, il vessillo marocchino era ornato da una stella a 6 punte, denominata Sigillo di Salomone.

La moneta locale è il dirham (€ 0,09). La valuta marocchina non può essere importata nè esportata, consigliamo pertanto di conservare le ricevute di cambio necessarie per la riconversione alla partenza.

Le principali carte di credito sono accettate nella maggior parte degli esercizi più importanti (alberghi, ristoranti e molti negozi).

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Clima

Il Marocco gode di un clima temperato mediterraneo a nord e lungo la costa, con estati calde e inverni miti.

All'interno ed a sud del paese, la vicinanza del Sahara, area molto vasta e con differenze climatiche a seconda delle zone, rende il clima desertico più secco, con piogge molto scarse ed una notevole escursione termica che determina un forte abbassamento della temperatura durante le ore notturne. Nel Sahara marocchino, per esempio, in inverno la temperatura diurna varia dai 18° ai 25°, mentre di notte si registrano temperature intorno ai 5°-9°, con punte che sfiorano lo zero in dicembre/ gennaio. Valori più elevati si registrano tra ottobre/novembre e tra marzo/aprile.


Flora e Fauna

La forma di vegetazione dominante in Marocco è la steppa arbustiva, caratterizzata dalla presenza di specie erbacee e graminacee, mentre nelle regioni costiere il clima ha favorito lo sviluppo della macchia mediterranea. Sui versanti dei rilievi, a quote elevate, crescono boschi di pini, querce e, ad altitudini inferiori, querce da sughero. Sui bassi versanti meridionali dell'Antiatlante ha inizio una vegetazione di tipo desertico. La fauna selvatica comprende specie europee e africane; tra le prime si annoverano la volpe, il coniglio, il cinghiale, la lontra e lo scoiattolo; le seconde sono rappresentate principalmente dalla gazzella, dal babbuino, dalla capra selvatica, dalla vipera.


Cultura e Popolazione

La lingua ufficiale è l'arabo, parlato da circa il 65% degli abitanti e base dell'insegnamento; il berbero, un tempo dominante in tutto il territorio del paese, è ora passato in secondo piano ed è la lingua madre del 24% della popolazione, mentre il 13% è bilingue. Sono diffusi anche il francese (usato insieme all'arabo nelle scuole secondarie) e lo spagnolo; la religione prevalente è l'Islam. Il Marocco è suddiviso in 16 regioni.

Il paese ha una popolazione di 33.757.175 abitanti (2007), con una densità media di 76 unità per km². La percentuale di popolazione urbana è del 59% (2005) e i principali insediamenti sono situati nelle regioni costiere. Gli abitanti originari del Marocco furono i berberi, che oggi costituiscono il 40% circa della popolazione del paese; il secondo gruppo etnico è costituito dagli arabi, stanziati in prevalenza nelle città. Le minoranze sono rappresentate soprattutto da francesi e da ebrei.














Algeria

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Nome Completo: Repubblica Democratica Popolare di Algeria

Superficie: 2.381.741 km²

Abitanti: oltre 33.000.000 con una densità di c.a. 13 ab/Km²

Capitale: Algeri

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Lingua: Arabo (ufficiale), Francese, berbero

Moneta: Dinaro Algerino

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Fuso Orario: UTC +1

Motto: "Dal popolo, per il popolo"

Paesi confinanti: Marocco (nord-ovest), Mauritania e Mali (sud- ovest), Niger (sud-est), Libia e Tunisia (est)

Città importanti: Oran: una delle maggiori città dell'Algeria - Costantina. Ci sono poi Annaba, Blatma, Blida, Setif, Chlef e molte altre

Forma di governo: Repubblica

Religione: Musulmana sunnita

Mari: Mar Mediterraneo (nord)

Monti principali: Tahat 2918 m

Fiumi principali: Chelif 725 Km

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Laghi principali: Chott Melrhir, Sebkha Mekerrhane, Sebkha Azzel-Matti, Chott Merouane

Isole principali: nessuna isola

Clima: Mediterraneo - arido

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CONFINI:

a nord ovest con il Marocco; a nord con il Mar Mediteraneo a nord est con la Tunisia a est con la Libia a sud est con la Nigeria a sud con la Nigeria e il Mali a sud ovest con il Mali a ovest con il Mauritania e una parte del Marocco

FLORA e fauna:

E' composta da pini e sughero, cedri,palme da dattero. La scarsa vegetazione condiziona anche la vita animale, presente in numero limitato; tra i principali animali presenti sul territorio vi sono lo sciacallo, la iena, l’avvoltoio, l’antilope, la gazzella e numerosi rettili. l’Algeria è attenta alla tutela dell’ambiente; . Il 24% circa del territorio del paese è soggetto a tutela ambientale. Attualmente esistono nove parchi nazionali, tra i quali l’immenso Parco National Tassili N’Ajjer, situato all’estremità orientale del paese, cinque riserve naturali, cinque aree di caccia speciali, alcune riserve forestali e riserve private.
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ECONOMIA E COMMERCIO:

Mentre nel periodo coloniale l’economia era basata principalmente sull’agricoltura, dopo l’indipendenza fu scelta la via dell’industrializzazione , sostenuta dall’ampia disponibilità di fonti energetiche e di materie prime. La crisi del mercato petrolifero ebbe però profonde ripercussioni su questo modello, e nel corso degli anni 80 il regime spostò l’attenzione dall’industria pesante a quella leggera e tornò a puntare all’agricoltura. Gli scambi avvengono con i paesi della UE (Italia e Francia in testa) e con gli Stati Uniti. Le esportazioni sono costituite per oltre il 95% dal petrolio e dal gas naturale, le importazioni da macchinari e attrezzi industriali, mezzi di trasporto e prodotti alimentari (oltre un terzo).

STORIA:

La storia dell'Algeria è fortemente legata alle vicende dell'area del Mediterraneo. Controllata in successione da Fenici, Cartaginesi, Romani, Vandali e Bizantini, la regione divenne parte dell'impero ottomano, per entrare poi nei domini francesi durante il colonialismo. Come per molti altri Stati, l'indipendenza (ottenuta nel 1962) fu seguita da un lungo periodo di instabilità politica .
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PRODOTTI TIPICI:

L’artigianato algerino è ben rappresentato dai gioielli d’argento della Cabilia che sono caratterizzati da linee e lavorazioni specifiche dalle origini antichissime. Oltre ai gioielli si possono acquistare borse, tappeti, ceramiche, bauli in legno e portakajal in argento in stile berbero. Molto richieste anche mantelline, terracotta e rose di sabbia tipicamente connesse alla cultura dei Tuareg del Sahara.
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LA CUCINA :

In Algeria vengono osservate scrupolosamente tutte le festività del calendario islamico come il Capodanno; il Ramadan, che si conclude con la festa dedicata ai bambini (Aid al-Fitr); la Festa del Sacrificio, in ricordo di Abramo; e l’anniversario della nascita del profeta Maometto. Tutte queste festività seguono il calendario lunare e quindi cadono ogni anno in periodi diversi. Se ci si trova in Algeria tra Natale e Capodanno non si può non assistere alla corsa dei cammelli alla quale partecipano tutte le tribù del Sahara meridionale, del Niger e del Mali e che si tiene a Tamanrasset. Tra le feste laiche ricoprono una particolare importanza la Festa del Lavoro (1 maggio), la Festa Nazionale (19 giugno), la Festa dell’Indipendenza (5 luglio) e la Festa della Rivoluzione (1 novembre). La tradizione gastronomica algerina è profondamente influenzata dalla cultura araba e berbera. I piatti più caratteristici sono il cuscus (semola lavorata a granelli e accompagnata da carne e verdure), il meswi e le tapine, fatte con ragù di carne o di pesce. Molto saporite anche le lenticchie piccanti, le corna di gazzella e l’abbuott fatta con la coratella dei budellini d'agnello. Ottimi anche i vini locali. Quanto ai dolci sono ricchi di sciroppi e zuccheri tanto da risultare quasi stucchevoli.
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Tradizioni

In Algeria vengono osservate scrupolosamente tutte le festività del calendario islamico come il Capodanno; il Ramadan, che si conclude con la festa dedicata ai bambini (Aid al-Fitr); la Festa del Sacrificio, in ricordo di Abramo; e l’anniversario della nascita del profeta Maometto. Tutte queste festività seguono il calendario lunare e quindi cadono ogni anno in periodi diversi. Se ci si trova in Algeria tra Natale e Capodanno non si può non assistere alla corsa dei cammelli alla quale partecipano tutte le tribù del Sahara meridionale, del Niger e del Mali e che si tiene a Tamanrasset. Tra le feste laiche ricoprono una particolare importanza la Festa del Lavoro (1 maggio), la Festa Nazionale (19 giugno), la Festa dell’Indipendenza (5 luglio) e la Festa della Rivoluzione (1 novembre).

ARTE ALGERINA:

A poca distanza dall'oasi di Djanet, nella zona di Tegharghart, si trova una splendida parete incisa che rappresenta dei buoi che si abbeverano. La particolarità è che sul muso di alcuni di loro è stata tracciata una lacrima vicino all'occhio. La leggenda narra che un giorno gli animali assetati hanno trovato il luogo completamente privo di acqua e hanno pianto. La scienza è riuscita a provare che alcuni animali in caso di sete, riescono a secernere le lacrime per bere.

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Tunisia

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Nome Completo: Repubblica Tunisina

Superficie: 163.610 km²

Abitanti: oltre 9.000.000 con una densità di c.a. 60 ab/Km²

Capitale: Tunisi

Lingua: Arabo (ufficiale), Francese

Moneta: Dinaro Algerino

Fuso Orario: UTC +1

Motto: "Ordine, Libertà, Giustizia"

Paesi confinanti: Algeria (ovest), Lybia (sud-est)

Città importanti: Sfax, Ariana, Gabes, Biserta

Forma di governo: Repubblica presidenziale

Religione: Musulmana (98%), Ebraica (1%), Cattolica (1%)

Mari: Mar Mediterraneo (nord)

Monti principali: Gebel Chambi 1544 m

Fiumi principali: Medjerda 300 Km

Laghi principali: Shatt al Jarid 4900 Km²

Isole principali: Djerba 514 Km²

Clima: Mediterraneo - arido


LIBIA

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Nome Completo: Grande Jamahiriyya Araba di Libia Popolare e Socialista

Superficie: 1.759.840 km²

Abitanti: oltre 5.000.000, densità di c.a. 3,2 ab/Km²

Capitale: Tripoli

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Lingua: Arabo

Moneta: Dinaro libico

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Fuso Orario: UTC +2

Paesi confinanti: Tunisia (nord-est), Algeria (ovest), Niger e Ciad (sud), Sudan (sud-est), Egitto (est)

Città importanti: Bengasi, Misurata, Agedabia
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Forma di governo: Jamahiriyya (di fatto dittatura militare)

Religione: Islamica (religione di stato), Musulmana (97%), Cattolica (3%)

Mari: Mar Mediterraneo (nord)

Monti principali: Bette 2286 m

Fiumi principali: Non esistono fiumi perenni

Laghi principali: Sabkhat Tawargha, Sabkhat Ghuzayyil, Sabkhat al Qunayyin

Isole principali: -

Clima: Arido - mediterraneo


MORFOLOGIA:

La Libia è dotata di una lunga costa mediterranea ed è prevalentemente piatta. A ovest, l'altopiano raggiunge il mare, creando scogliere e insenature profonde. Spostandosi a est, la costa torna bassa e ornata da dune, fino al golfo di un'insenatura ampia e profonda, oltre la quale ricominciano le scogliere a picco. È dotata di una pianura costiera abbastanza estesa, che si rialza man mano che ci si inoltra verso il si. Questa pianura corrisponde al bacino della Sirte, bacino sedimentario caratterizzato, in alcuni punti, da altitudini anche inferiori al livello del mare e dall'abbondanza di giacimenti di idrocarburi sfruttati industrialmente. Al contrario, la Cirenaica conosce un altopiano già in vicinanza del mare. L'interno è basso, fino ai 250 metri, con l'eccezione del massiccio del Tibesti, e caratterizzato da deserto roccioso e sabbioso, punteggiato di oasi. Il rilievo maggiore è di 2.267 metri.


IDROGRAFIA:

Gli unici fiumi perenni sono il Ki'am e il Ramla (in Tripolitania) e il Derna in Cirenaica.
Per supplire al grande bisogno di acqua potabile, è in costruzione il grande fiume, un acquedotto che conduca sulla costa le acque dell'interno.

CLIMA:

Il clima della Libia è fortemente influenzato dal deserto a sud e dal Mediterraneo a nord. Nella regione costiera la temperatura è piuttosto mite: a Tripoli la media è di circa 26 °C d'estate e 14 °C d'inverno, mentre le precipitazioni annue raggiungono i 380 mm e sono concentrate soprattutto nei mesi invernali. In estate, occasionalmente, in presenza di venti provenienti dal deserto, la temperatura nella capitale può raggiungere o superare i 45 °C. Nelle pianure centrali domina un clima semiarido, mentre il deserto a sud è soggetto a lunghi periodi di siccità. Sulla fascia costiera, generalmente più umida, soffia a volte in primavera e in autunno il ghibli, un vento secco, caldo e carico di sabbia.

Demografia:

La popolazione è in aumento, ma analfabetismo è mortalità infantile rimangono abbastanza elevati.La Libia si colloca tra i paesi a sviluppo umanitario intermedio e, grazie al reddito relativamente elevato, davanti agli altri paesi nordafricani. La densità media rimane molto bassa (tre abitanti per km2) con la popolazione che si addensa lungo la costa, dove si contano oltre 200 abitanti per km2, nella piana di Gefara e in alcune oasi. Il 20% della popolazione risiede nella capitale Tripoli, di 1.063.571 abitanti; altri centri notevoli sono Bengasi, capoluogo della Cirenaica e seconda città del paese, Al Bayda, la terza città più grande della Libia, tutti sulla fascia costiera. Ormai l'86% della popolazione abita in città. Oggi la popolazione libica parla l'arabo e il berbero



FLORA E FAUNA:

La vegetazione, a causa dell'aridità del clima, è scarsa: macchia mediterranea lungo la costa, con olivi, viti, lentischi, mirti, carrubi, ginepri, cipressi, mentre verso l'interno prevalgono la steppa semidesertica e poi il deserto vero e proprio. Nelle oasi crescono palme da datteri, ulivi e aranci.
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La fauna è ridotta: dromedari, roditori del deserto, iene, volpi , sciacalli; nelle zone meno aride vivono gazzelle e linci. Abbondano gli insetti (in particolare locuste e farfalle), gli uccelli e, nelle zone desertiche, scorpioni e rettili (serpenti e lucertole). Nel deserto libico si trova una fauna sahariana. Gli erg ospitano fennec, varani del deserto, pesci della sabbia, rettili e le pericolose vipere della sabbia, mentre negli uadi si trovano gazzelle dorcas e scorpioni velenosi della sabbia. Le palme delle oasi danno rifugio a tortore, rondini e rondoni rapaci, mantide verde e colubri di Mojla.
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economia:

Fino agli anni cinquanta del XX secolo, la Libia era considerata uno dei paesi più poveri del mondo . Il reddito annuo pro capite più elevato del continente africano (posizione che conserva tuttora, con 14.192 dollari nel 2010), grazie allo sfruttamento dei grandi giacimenti di petrolio, iniziato nel 1959 e nazionalizzato dopo il 1970.Oltre a nazionalizzare le principali risorse (il petrolio e il gas naturale in primo luogo) e le attività produttive il nuovo regime investì anche nello sviluppo dell'industria leggera e delle infrastrutture e nella modernizzazione dell'agricoltura, favorendo nel contempo l'immigrazione per sopperire alla scarsità di manodopera.
SETTORE PRIMARIO: L'agricoltura ha importanza scarsa. In Libia crescono vite e olivo, agrumi e alberi da frutta.Nelle zone pre-desertiche cresce lo sparto utilizzato sia per la cellulosa, sia per farne corde, stuoie e altri lavori d'intreccio; e inoltre tabacco, arachidi, patate, ricino; dalla palma da dattero si ricavano frutti in abbondanza. Dato il clima arido, è molto praticato l'allevamento caprino e ovino. Poco importante la pesca (rilevante quella delle spugne).
SETTORE SECONDARIO=La base dello sviluppo economico della Libia è rappresentato dal petrolio: le quantità da estrarre ogni anno e i relativi prezzi di vendita sono sotto il controllo del governo e in adesione alla strategia dell'OPEC. Il petrolio, di cui la Libia è il secondo produttore del continente africano dopo la Nigeria, contribuisce per oltre il 25% alla formazione del reddito nazionale e rappresenta la quasi totalità delle esportazioni.
L'industria manifatturiera è di dimensioni molto modeste, con impianti tessili, alimentari, del tabacco, della concia del pellame; attività artigianali tradizionali sono la lavorazione dei tappeti, a Misurata, e i ricami in seta e argento. Dagli anni settanta ha avuto un notevole impulso l'edilizia, con la costruzione di interi quartieri popolari alla periferia delle grandi città che ha determinato il sorgere di cementifici e di fabbriche di laterizi.
SETTORE TERZIARIO: Si sta sviluppando nel paese una rete di servizi alle imprese, finanza, commercio interno, servizi alla persona. Poco a poco le reti stradali si sviluppano, mentre la rete aerea è ancora poco utilizzata.

ARTE:

Sono presenti incisioni rupestri che danno molte testimonianze sulla storia dell'ambiente Libico. Vi sono importanti musei contenenti opere di valore mondiale ma anche quadri di autoritari locali.

GASTRONOMIA:

La cucina libica presenta elementi misti di cultura araba e mediterranea, con forti influssi italiani che risalgono al passato coloniale. La popolazione libica predilige mangiare in casa, tranne al venerdì, quando vengono preparati picnic sulla costa, in cui i commensali si servono, usando mani e pane come posate, da un grande piatto comune.
I pastori nomadi berberi hanno lasciato la consuetudine della cottura a fuoco lento di zuppe e carni in pentole di terracotta (tajine), oltre al couscous, tradizionalmente di miglio, oggi di grano, condito con carne (principalmente montone), pesce o verdure.
La shorba è invece una zuppa di verdure speziata al peperoncino e condita con pezzi di pollo, tacchino o montone.
La pasta al pomodoro è un lascito della cucina italiana, reinterpretata con l'uso delle spezie.
La tradizione ebraica ha lasciato in eredità l'uso di frattaglie e la marinatura di carne e pesce.
Le principali spezie utilizzate sono coriandolo, cumino e cannella, ai quali si aggiungono per dare colore zafferano e cardamomo. Orzo e frumento sono i principali cereali coltivati. Pomodori e patate sono le verdure più apprezzate; datteri, banane, cocco, arance e fichi identificano la frutta.
Il tè alla menta, servito in piccoli bicchieri, è la principale bevanda. Gli alcolici sono banditi per motivi religiosi.


EGITTO

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Capitale : Cairo
ordinamento dello stato: Repubblica
lingua: Arabo
religione: Musulmana sunnita
Moneta: Lira egiziana
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IL TERRITORIO: L'Egitto si estende in un territorio in gran parte desertico, fertile. A ovest della valle del Nilo si estende il deserto libico, a est il deserto arabico. Il vasto tavolato del deserto libico, chiamato "Grande mare di sabbia, che raggiunge una profondità di 133 m sotto il livello del mare (il punto più basso dell'Africa ) . Il deserto arabico si estende fino alla costa del Mar Rosso e al canale di Suez. Nell'estremo sud, al confine con il Sudan, si trova il deserto di Nubia, vasta regione di dune e di pianure sabbiose. Infine la penisola del Sinai, compresa tra il golfo di Suez e di Aqaba; la regione comprende inoltre il monte Sinai dove, secondo l'Antico Testamento, Mosè avrebbe ricevuto le tavole della legge.

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clima

Il clima è caratterizzato da una stagione calda, da maggio a settembre, e da una stagione fresca, da novembre a marzo. Le temperature in entrambe le stagioni sono influenzate dai venti che soffiano da nord. Nella regione costiera le temperature medie variano da un massimo di 37 °C a un minimo di 14 °C. Nei deserti si verificano marcate escursioni termiche che variano da una media annua di 45,6 °C durante il giorno, a una media minima di 5,6 °C dopo il tramonto. Durante l'inverno le temperature nel deserto scendono spesso fino a 0 °C. Le zone più umide si trovano lungo la costa mediterranea, dove si hanno precipitazioni medie annuali di circa 200 mm. Scendendo verso sud, le precipitazioni diminuiscono rapidamente; nel Cairo cadono appena 28 mm di pioggia all'anno e in molte zone desertiche si possono verificare lunghissimi periodi di siccità.

La flora


Fra gli alberi tipici di questa zona geografica ci sono: le acacie, i sicomori, i tamerici, i fichi e, soprattutto la palma. La terra della Valle del Nilo produceva: miglio, orzo, cereali, lino, fave, lenticchie, ceci, lattuga, cipolle, aglio, sesamo, datteri, melagrane e meloni. Mentre cotone, canna da zucchero, riso e mais giunsero solo in seguito. L’uva, il loto ed il papiro abbondavano già nell’antichità. Tutto ciò era possibile grazie alla Valle e al Delta del Nilo che formavano una pianura di 34.000 kmq che permetteva l’attività agricola. Per cui gli Egiziani chiamavano questa pianura l “Terra Nera” (Kemi), nome che stava ad indicare la grande fertilità del terreno. Da luglio a ottobre, il fiume inondava i campi depositandovi un fango ricco di sali minerali fertilizzanti ( “il limo”). Ora, le inondazioni non vi sono più perché è stata costruita la grande diga di Assuan che contiene l’acqua del fiume evitando lo straripamento.


La fauna


Più di 4.000 il clima dell’Egitto era molto simile ad oggi: un clima secco, tipico di un paese fra i meno piovosi del mondo. Anche la fauna come la flora sono rimaste immutate fin dal 2.000 a.C. circa. Nel Neolitico, tra gli animali domestici troviamo: capre, pecore, buoi, cani, gatti, maiali, asini, anitre e oche. Intorno al 1.700 a.C. si apprese l’allevamento del cavallo; molto più tardi furono importati dromedari e gallinacei. Le scimmie erano spesso considerate domestiche. Rari rimasero elefanti e giraffe, mentre abbondavano scorpioni, serpenti, coccodrilli e ippopotami. Nelle raffigurazioni delle tombe ricorrono falchi, avvoltoi, civette, fenicotteri, ibis e molte varietà di pesci.
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POPOLAZIONE

La quasi totalità della popolazione dell'Egitto forma un gruppo notevolmente omogeneo, in cui i caratteri fisici dominanti sono il risultato della mescolanza dell'originaria popolazione camitico- armenoide con genti semitiche (Arabi). Le minoranze etniche, numericamente poco rilevanti, sono rappresentate dai Nubiani, stanziati nella parte meridionale della valle del Nilo, le tribù arabo-berbere del Deserto Occidentale e i Beja, camiti, del Deserto Orientale. la popolazione vive concentrato nella valle del Nilo e nel Delta, che rappresentano all'incirca il 5% del territorio nazionale. la propaganda del governo a favore del controllo delle nascite, non accenna a rallentare, e l'intensa urbanizzazione, alimentata in particolare dal massiccio afflusso di profughi conseguente alle guerre con Israele, hanno provocato, tra l'altro, un'acuta crisi degli alloggi, che, al momento, non sembra presentare via d'uscita. Nonostante gli sforzi compiuti, la situazione sanitaria rimane assai carente, la mortalità infantile rimane elevata (58‰) e la durata della vita media (65 anni per gli uomini e 69 per le donne) ha fatto registrare modesti miglioramenti. Il tasso di analfabetismo è elevato (38,6%); tuttavia, pur essendo ancora un paese in via di sviluppo, grazie alla sua politica nel settore dell'istruzione l'Egitto è in grado, con la sua dozzina di università. La popolazione è in massima parte musulmana sunnita (94%) e la minoranza cristiana (5,9%) è costituita in prevalenza da copti, seguaci del monofisismo. Quella copta è quindi una Chiesa nazionale. La lingua ufficiale è l'arabo, ma come lingue commerciali sono usate l'inglese e il francese, diffuse pure tra la classe borghese.

Città IMPORTANTI

Abu SimbelI importante città archeologica ricca di monumenti antichi e templi che risalgono all'era del faraone Ramses II. Nel 1979 è stata riconosciuta come patrimonio mondiale dell'Umanità dall'UNESCO. Alessandria d'Egitto Città ellenistica e romana con un gran porto, Il "Grande teatro", "Timonium", ma importantissimi Il Faro d'Alessandria e la grandissima Biblioteca grandemente celebrata per la sua ricchezza e il grande numero di opere letterarie che vi si conservavano. Oltre a essere una grande Città storica oggi è anche una famosa località moderna e turistica. Il Cairo Capitale Egiziana con un maestoso Museo, Al-Gezira e Mohammed-Ali-Basha, anche loro beni protetti dall'UNESCO. Oltre a essere una città storica, è anche moderna. LuxorÈ un centro molto importante dal punto di vista archeologico sia perché nella città ci sono i templi di Luxor e Karnak, sia perché nelle vicinanze ci sono i siti archeologici della Valle dei Re e della Valle delle Regine. Giza Deve la sua importanza al fatto di ospitare, su un pianoro roccioso che si trova alla periferia della città, una delle più importanti necropoli dell'antico Egitto. Giza sorgono infatti, oltre ad una gran quantità di sepolture minori, le tre più famose piramidi egizie: quelle di Cheope, Chefren e Micerino , tutte appartenenti a sovrani inseriti nella IV dinastia.
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il museo sottomarino )alessandria)

alessandria
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il cairo

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sharm el sheikh
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giza
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Storia

L'Egitto ha una storia lunghissima, risalente ad oltre 3 millenni prima di Cristo e la civiltà del Nilo è considerata una delle più grandi civiltà della storia mondiale. La valle del Nilo forma da sempre un'unità geografica ed economica. La necessità di avere una singola autorità che gestisse le acque del Nilo portò alla creazione di uno dei primi Stati della storia del mondo, intorno al 4000 a.C., ma forse anche prima. Questa esigenza fece sì che le tribù nilotiche imparassero a vivere assieme sotto l'autorità di capi villaggio. Attraverso alterne vicende, sviluppatesi per circa mille anni, i nomarchi scontrandosi ed alleandosi tra loro dettero infine forma a due Regni, l'Alto Egitto al Sud e il Basso Egitto al Nord, che vennero unificati in uno solo da Narmer, considerato il fondatore della I dinastia, cui seguirono numerose altre dinastie fino alla conquista persiana di Cambise e al successivo restauro sui generis del generale di Alessandro Magno.
Lungo il Nilo, le periodiche piene hanno consentito sin dall’antichità l’irrigazione delle terre e lo sviluppo dell’agricoltura, ponendo così le basi della luminosa civiltà egizia, che raggiunse il suo culmine nella seconda metà del II millennio a.C. con i sovrani del Nuovo Regno. Dopo un lungo periodo di declino, l’Egitto rinacque sotto la dinastia dei Tolomei (323-30 a.C.), i sovrani di origine macedone insediatisi nel paese dopo la sua conquista da parte di Alessandro Magno nel 332 a.C. Alessandria d'Egitto, la nuova capitale, divenne principale centro culturale del Mediterraneo e il suo prestigio sopravvisse alla dominazione romana (30 a.C. – 393 d.C.) e a quella bizantina (395-639 d.C.). Tra il 639 e il 646 gli arabi assunsero il controllo dell’Egitto, portandolo nell’orbita dell’Islam, anche se la conversione alla nuova religione da parte della popolazione egiziana procedette lentamente .Nel 1517 l’Egitto cadde sotto il potere dei turchi ottomani; dal 1798 al 1801 venne occupato da Napoleone Bonaparte. Occupato dagli inglesi (1882), l’Egitto divenne poi una monarchia indipendente (1922) ma sotto il controllo del Regno Unito. Nel 1952 una rivolta militare rovesciò la monarchia e l’anno successivo fu proclamata repubblica, di tipo presidenziale, con a capo Nasse r. Nel 1956 la nazionalizzazione del canale di Suez causò una grave crisi internazionale e una guerra con Israele, che occupò la penisola del Sinai e la striscia di Gaza. Le tensioni con Israele sfociarono in un nuovo aperto conflitto nel 1973 (Guerra dei Sei Giorni) e nel 1973 (Guerra del Kippur). Solo nel 1979 i due Stati conclusero accordi di pace che sancirono il ritorno del Sinai all’Egitto.

ECONOMIA
L ‘ economia dell ‘ Egitto è ancora basata sul settore primario .Il tenore di vita è basso. C ‘è molta disoccupazione e analfabetismo la mortalità infantile è molto elevata. SETTORE PRIMARIO variano in base al la stagione :quelle invernali : frumento e legumi ;quelle estive : cotone , canna da zucchero , riso , arachidi e sesamo ;quelle autunnali : miglio e mais. La produzione più importante a livello nazionale è quella del cotone.
SETTORE SECONDARIO : le risorse principali sono i giacimenti petroliferi e di gas naturale. L ‘ industria energetica è abbastanza forte .Importanti sono i complessi siderurgici , meccanici , chimici e tessili .
SETTORE TERZIARIO : la navigazione lungo il Nilo è molto intensa e il canale di Suez rappresenta un ‘ importante via di collegamento tra il Mar Rosso e il mediterraneo . Le comunicazioni stradali e quelle ferroviarie appaiono ben sviluppate soltanto nella zona della valle e del delta del Nilo . Il turismo è la principale attività del settore terziario .

CURIOSITA’
Il Nilo è il più lungo fiume del mondo si forma a nord del Lago Tanganica ,è lungo 6671 Km e nasce dall’ unione di tre fiumi . Gli antichi egizi scrivevano tramite geroglifici ed erano politeisti gli dei principali erano Ra , Iside , Osiride e Set .
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ra (dio del sole) external image RA.jpg iside e Osiride external image 058064c858d766f1d82bee888a3a6e06.jpeg set external image set.jpg

Gli egizi furono i costruttori delle grandi piramidi di Gizah e di altri maestosi monumenti dove conservavano le spoglie degli antichi re.
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E DOPO LA MORTE???????
l'Antico Regno i corpi venivano disseccati con sali sodici minerali e fasciati con bende imbevute di resine. Questo processo di imbalsamazione fu perfezionato durante il Medio Regno, e con il Nuovo Regno, grazie all'impiego di nuovi composti resinosi e aromatici divenne un procedimento molto raffinato. Per preparare una mummia ci vuole molto tempo .I sacerdoti chiamati imbalsamatori, toglievano dal corpo del defunto tutti gli organi interni, eccetto il cuore. Gli Egizi credevano infatti che gli dei pesassero il cuore di una persona. Poi li depositavano in salcofagi (per i faraoni e la famiglia del re) e in canopi, cioè urne funerarie dove venivano riposti fegato , polmoni, stomaco e intestino. il defunto, poi doveva superare il giudizio degli dei che consisteva nel pesare il proprio cuore su una bilancia confrontata con una piuma. Se il defunto non aveva commesso colpe , il suo cuore era più leggero di una piuma , mentre se era stato un bugiardo, veniva divorato da un mostro. external image anubis.gif external image images?q=tbn:ANd9GcT0rxZQJ8yjPKG-la4iZx4hmm_o4gCzPMctZUwr2o0wTLROO54F8Q


La cucina: Gli ingredienti più diffusi nella cucina egiziana sono il pane, la carne, le verdure e il pesce. Il pane, (in arabo shami o aysh), preparato con farina integrale (in arabo aysh baladi) o farina bianca (in arabo aysh shami), è generalmente tondo ma può assumere diverse forme, e viene tagliato in due parti per essere riempito con insalate o sughetti; tra le forme più curiose non manca quella allungata simile alle baguettes francesi.
La carne (in arabo lahm) è prevalentemente di agnello e di montone, e viene quasi sempre usata per occasioni particolari, solitamente accompagnata da riso e da verdure; molto diffusa è la carne bianca di pollo (in arabo firaakh) e di piccione (in arabo hamaam) ripieni e arrostiti; notevole è la varietà di pesce (in arabo samak) sia di mare sia d'acqua dolce, si cucina in maniera piuttosto semplice, bollito nelle zuppe o semplicemente arrostito; il pesce più pregiato, costituito da anguille, gamberi, pesce persico e sogliole, è ritenuto quello vicino alle coste o sul lago Nasser.Le verdure più usate sono sicuramente le melanzane, ma vi è anche un utilizzo in abbondanza di fave, cetrioli, pomodori, aglio e cipolle. La verdura estiva tipica è verde e a foglia, chiamata molokhiyya, servita cotta in brodo di pollo, coniglio o agnello.
I formaggi ( in arabo gibna) caratteristici sono il gibna beida, non molto diverso dal feta greco, il gibna rumy, piccante e duro, e il mish, speziato e secco


TUNISIA
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CONFINI E TERRITORI

La capitale è Tunisi che è un polo culturale del paese ed è anche un importante centro portuale.

Confina a sud-est con la Libia, a ovest con l’Algeria e si affaccia a nord e a est sul mar Mediterraneo.

Il territorio è montuoso a nord (monti della Medjerda); altre alture si estendono nel settore centroccidentale e digradano a est su una fascia pianeggiante costiera. Più a sud si estendono le basse terre del Sahara tunisino.

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Città principali

Le città principali sono la capitale Tunisi, centro economico, amministrativo e turistico, Hammamet, Tabarka, Susa, città turistiche, Qayrawan, Biserta, Tozeur, ultima città prima del deserto, e Douz, detta anche "la Porta del Deserto".

ROVINE DI CARTAGINE
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CLIMA

E' una regione dominata dalla Steppa ed è semiarida, la parte centrale del paese registra precipitazioni medie di 200 mm annui. Verso sud il clima diventa più caldo e più secco, fino a diventare desertico nella zona del Sahara, dove le precipitazioni annue si riducono a 100-150 mm. Lo scirocco, spira dal deserto del Sahara verso nord raggiungendo anche l’Europa.

FLORA E FAUNA

La flora è di tipo mediterraneo. Le zone montuose del Nord, fertili e ben irrigate, sono caratterizzate da ricchi vigneti e da fitte foreste di lecci, querce, pini e ginepri.

Nelle regioni aride del sud, le palme da dattero crescono solo nelle oasi.

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Tra gli animali selvatici si trovano la iena, il cinghiale selvatico, lo sciacallo e la gazzella. Sono presenti, nelle zone desertiche, anche molti serpenti velenosi come il cobra e la vipera cornuta.

IENA

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CINGHIALE

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SCIACALLO

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GAZZELLA

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COBRA

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VIPERA CORNUTA

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STORIA

Nel corso dei secoli, la Tunisia è stata terra di invasione e di colonializzazione di diversi popoli, tra cui i romani, i vandali e i turchi. I francesi, presenti dal 1881 fino al momento dell'indipendenza del paese (20 Marzo 1956), rappresentano ormai sono lo 0,2% della popolazione. Gli arabi sono il principale gruppo etnico (98%) e poi seguono i berberi (1,7%), antichi abitanti della regione, ora presenti prevalentemente nel sud del paese. Sul territorio è infine presente anche un'esigua minoranza di Tuareg. Di rilievo negli ultimi decenni sono stati i flussi migratori della popolazione tunisina verso l'Europa, in particolare verso la Francia e l'Italia.

In Tunisia da settimane sono riprese le proteste, e sono riprese proprio in quelle regioni centrali che avevano contestato Ben Alì chiedendo lavoro. Dopo due anni di quelle richieste non si vede nessuna traccia e i giovani tornano a sfidare “il potere” nel nome di un domani diverso.



ECONOMIA

L'agricoltura contribuisce per il 16%, l'industria per il 28,5%, e i servizi per il 55,5%. In particolare:

- Agricoltura e industria alimentare: la Tunisia produce ed esporta cereali, olive e olio di oliva e frutta.

- Industria: si produce molto per l'esportazione, grazie al basso costo della manodopera: i settori industriali prevalenti sono quelli di trasformazione di prodotti alimentari, il tessile e la trasformazione di prodotti petroliferi.

- Turismo: settore d'importanza crescente, con circa 5 milioni di visitatori nel 2004.

I luoghi più frequentati sono Hammamet, Monastir e Susa; il deserto del Sahara a sud e i siti archeologici come Cartagine, El Djem, Boulla Reggia o Dougga.

I principali paesi che commerciano con la Tunisia sono: la Francia, l'Italia, la Libia, la Germania, il Belgio e la Spagna.

Il tasso di disoccupazione è alto anche a causa dell'alta natalità, che fa sì che la metà della popolazione abbia meno di 15 anni.

Anche per questo, la Tunisia è uno dei paesi mediterranei con una forte emigrazione, e l'Italia, è la seconda destinazione degli emigranti tunisini.